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Wi-fi libero (a metà) tutto il 2011

del 11/01/2011

Wi-fi libero (a metà) tutto il 2011

Dal 29 dicembre scorso è andato in soffitta l'obbligo di identificazione e registrazione dei clienti degli internet point mentre resta ancora necessaria la licenza del questore per erogare il servizio pubblico di navigazione. Lo ha ribadito la polizia municipale di Torino con la circolare n. 169 del 31 dicembre 2010, esplicativa del dl 225/2010. Il decreto Pisanu n. 144/2005, convertito nella legge n. 155/2005, si fonda sulla necessità di identificare i naviganti della rete, al fine di prevenire o perseguire reati di terrorismo. Sulla scia dei violenti episodi che hanno colpito prima gli Stati Uniti, poi Inghilterra e Spagna, questo severo provvedimento ha imposto agli internet point di sobbarcarsi una serie di oneri formali tra i quali spiccava la registrazione dell'identità dell'internauta. In particolare il testo dell'art. 7 del dl 144/2005 prevedeva l'obbligo, per il pubblico esercente che fornisce un servizio pubblico di accesso ad internet di richiedere licenza al questore ed infine di registrare, previa identificazione, ogni persona che navighi tramite la rete messa a disposizione nel locale. Oneri complessi, se si pensa anche alla responsabilità giuridica che può derivare dall'omissione di tali adempimenti. Sono trascorsi tanti anni dall'entrata in vigore di questo provvedimento urgente e adesso qualcosa si è mosso. Come confermato dalla circolare di Torino con l'entrata in vigore del dl 29 dicembre 2010, n. 225 ‘milleproroghe’, l'art. 7 del dl 144 è stato riformulato abrogando i commi 4 e 5 dedicati specificamente all'obbligo di registrazione dei navigatori. Finalmente anche in Italia l'utente che vuole accedere alla sua casella di posta si recherà in un internet point autorizzato e sarà libero di navigare senza alcun limite. In buona sostanza a far data dal 29 dicembre scorso i soggetti che gestiscono con regolare licenza un internet point non sono più tenuti ad identificare e registrare i fruitori del servizio, mentre resta obbligatorio per gli esercenti (almeno fino al 31 dicembre 2011) dotarsi di licenza del questore. Nelle pieghe del decreto antiterrorismo, che vorrebbe controllare tutta la comunità degli utenti, è però presente da sempre una evidente criticità. Molti operatori lasciano infatti aperte al pubblico le proprie reti wi-fi, consentendo a chiunque di navigare, senza alcun tipo di controllo.

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