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Le nuove regole sul recupero seminterrati

del 20/04/2017

Le nuove regole sul recupero seminterrati

Nella guida che segue parleremo del recupero seminterrati e delle nuove norme che regolano i vani e i locali già esistenti.

Recupero seminterrati: al via la nuova norma

A partire dallo scorso mese di marzo è entrata in vigore una nuova norma che regola l’utilizzo ed il recupero dei locali posti al piano seminterrato. È bene precisare che al momento questa norma riguarda solo gli edifici collocati sul territorio lombardo, in quanto è stata pensata e approvata solo dal consiglio regionale della Lombardia. L’obiettivo dichiarato della nuova legge è quello di valorizzare il patrimonio immobiliare già esistente, rendendo utilizzabili spazi prima non sfruttati, sia per l’utilizzo commerciale sia a fini abitativi.

Per completezza precisiamo cosa si intende per seminterrato: una porzione di un edificio il cui soffitto si trova al di sopra del livello del terreno e il cui pavimento è collocato al di sotto della linea dello stesso.

Come funziona il recupero seminterrati

La nuova legge sulrecupero seminterratipermette di utilizzare a fini abitativi o commerciali tutti i seminterrati di altezza non inferiore ai 240 centimetri, ma con alcune limitazioni.

Infatti è necessario in primo luogo che il seminterrato sia collocato in un edificio già costruito e solo per gli edifici già oggetto di urbanizzazione. In secondo luogo tutti gli interventi di ristrutturazione ai fini abitativi o commerciali dovranno rispettare le norme già in vigore per quanto riguarda l’abitabilità degli edifici, prime tra tutte le norme relative all’illuminazione e all’areazione. Per quanto riguarda gli edifici di nuova costruzione, è necessario che siano trascorsi almeno cinque anni dalla data di ultimazione dei lavori per poter usufruire della nuova norma.

Oltre alle caratteristiche appena descritte, tuti gli interventi di recupero dei piani seminterrati dovranno includere misure ed interventi volti al contenimento del dispendio energetico ed in particolare all’isolamento termico.

Inoltre la norma stabilisce che per i dieci anni successivi all’intervento di recupero, il cambio della destinazione d’uso potrà essere chiesto solo con il pagamento di una tariffa, secondo quando già in vigore nella regione.

Nonostante la legge sia già entrata in vigore, i comuni lombardi avranno tempo fino al prossimo mese di luglio per inviare osservazioni e note in merito alle aree comunali che non potranno essere oggetto di intervento. Anche in seguito a questa scadenza temporale è prevista la possibilità di cambiare le aree in cui il recupero è autorizzabile.

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