Italia sul podio per la benzina più cara in Europa. A causa di Iva e accise, mentre la quotazione del petrolio si dimezza, il prezzo della benzina nel nostro Paese continua ad aumentare. Il Codacons, pertanto, intende denunciare il fatto alla Procura della Repubblica.
L’Italia porta a casa un nuovo record negativo: conquista, infatti, la medaglia d’argento per il prezzo medio più alto della benzina tra i Paesi membri della Unione Europea. Basti pensare che un litro di benzina verde costa in Italia 1,642 euro, mentre la media Ue è pari a 1,338 euro. Al primo posto si attestano invece i Paesi Bassi, dove un litro di benzina verde costa 1,652 euro (0,0010 più che in Italia)
Questo dato poco confortante è stato riferito dal Codacons (Coordinamento delle Associazioni per la Difesa dell'Ambiente e dei Diritti degli Utenti e dei Consumatori), che ha stilato questa triste classifica per tentare di tenere alta l’attenzione sul problema della benzina alle stelle.
Perché in Italia costa così caro?
La risposta a questa più che lecita domanda è davvero semplice: il carburante in Italia costa caro innanzitutto a causa delle imposte che gravano su di esso e che vanno ad aggiungersi al prezzo netto del combustibile, comprensivo anche dei guadagni del titolare del rifornimento. In particolare, lo ricordiamo, le tasse relative al carburante sono due:
a) la cosiddetta accisa, ovvero i tributi indiretti che sono stati introdotti per raggiungere un certo scopo. Essa si distingue dall’Iva, in quanto non viene calcolata sul valore, bensì sulla quantità del bene. In altri termini con l’accisa si paga un tot fisso ogni litro di carburante. Il paradosso di questo tributo è che esso persiste malgrado la situazione di emergenza per il quale è stato introdotto sia stata ampiamente superata. Basti pensare che l’accisa sulla benzina continua a comprendere contributi per la guerra in Abissinia (1935), per il disastro del Vajont (1963) e per l’alluvione di Firenze del 1966.
b) L’Iva, invece, viene calcolata sul valore complessivo della benzina, nella misura del 20%.
A conti fatti le imposte pesano sul prezzo finale del carburante di circa il 53% sulla benzina verde e il 46% per il diesel.
Proprio per questo motivo il Codacons ha intenzione di denunciare questa situazione alla Procura della Repubblica e all’Antitrust, ovvero l’autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Il suo presidente, Carlo Rienzi, è stato perentorio: “È giunta l’ora di tagliare le accise che gravano sulla benzina nel nostro paese…si tratta di balzelli anacronistici, introdotti per finanziare guerre ed emergenze e mai eliminati, al punto da pesare per 0,50 euro su ogni litro di carburante, considerata anche l’Iva.”
