Consulenza o Preventivo Gratuito

Cosa sono lettere di intento cumulative

del 16/04/2015

A partire dal 1 gennaio 2015, a seguito delle disposizioni del Decreto sulle Semplificazioni, non è più il fornitore ad essere obbligato ad inviare all’Agenzia delle Entrate la comunicazione con i dati delle dichiarazioni d’intento ricevute; tale impegno è ora a cura degli esportatori abituali.

Gliesportatori abituali, ossia i soggetti che nell’anno solare precedente, o negli ultimi 12 mesi, hanno registrato esportazioni, od altre operazioni assimilate, per un ammontare superiore al 10% del volume d’affari conseguito nello stesso periodo, possono acquistare beni o forniture dei servizi in esenzione IVA, a patto che emettano le c.d. Lettere di intento. Tali documenti devono essere trasmessi telematicamente all’Agenzia delle Entrate con conseguente rilascio della relativa ricevuta telematica. Solamente dopo aver eseguito l’obbligo in esame, lo stesso esportatore dovrà  consegnare al fornitore la dichiarazione d’intento e la relativa ricevuta.

Il fornitore, dopo aver ricevuto e controllato tale documentazione, potrà emettere fattura senza l’addebito dell’Iva e con la dicitura “operazione non imponibile”.

 

La Risoluzione 34/E/15 dell’Agenzia delle Entrate porta ulteriori semplificazioni nella disciplina in oggetto. Il Fisco, sentito il parare delle Dogane, ha ammesso la possibilità per il contribuente di redigere un’unica dichiarazione d’intento cumulativa, valida per tutte le operazioni. Così viene abbandonato il sistema “one to one” che esigeva la presentazione delle dichiarazione di intendo per ogni singola bolletta doganale. Da ora in poi sarà sufficiente la comunicazione "cumulativa" trasmessa telematicamente all'Agenzia delle Entrate, e la ricevuta telematica che attesta la relativa trasmissione. La nuova procedura fa venir meno l'obbligo di controllare volta per volta ciascuna operazione.

Non è ancora disponibile il modello aggiornato delle lettere di intento, ma la dicitura (della risoluzione n. 355235 del 27 luglio 1985 finora in vigore) “nel caso di importazioni di beni la dichiarazione d’intento deve essere presentata in dogana per ogni singola operazione specificando il relativo importo”, nell'attuale modello non è più valida. In attesa dei nuovi modelli delle dichiarazioni (come riportato nella recente risoluzione): “l’operatore potrà compilare alternativamente il campo 1 ovvero il campo 2 del modello di dichiarazione d’intento, inserendo, in quest’ultimo caso, l’importo corrispondente all’ammontare della quota parte del proprio plafond Iva che presume di utilizzare all’importazione nell’anno solare”.

vota  
Con l'inserimento dei miei dati dichiaro di aver preso visione ed accettato il Trattamento dei Dati
SULLO STESSO ARGOMENTO
Accordi strategici: il consorzio tra imprese

del 08/07/2010

Il consorzio può trarre origine da un accordo tra i consorziati (c.d. consorzio contrattuale) o att...

A Milano il fisco si paga a rate

del 16/07/2010

Secondo i dati della società che dal 2006 si occupa della riscossione delle imposte per conto dello...

I Dottori commercialisti e la nuova tariffa unificata

del 16/07/2010

Ieri il Consiglio di Stato ha dato parere positivo sulla nuova tariffa unificata dei dottori comme...