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Cosa cambia nell'edilizia

del 20/11/2014

Cosa cambia nell'edilizia

L'11 novembre scorso la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato le norme del decreto Sblocca Italia. Si tratta di una serie di agevolazioni e semplificazioni legate al settore edilizio, dall'acquisto di abitazioni alle ristrutturazioni. Andiamo a conoscerle nel dettaglio.

Per cominciare, sarà concesso un bonus fiscale del 20% a tutte le persone che intenderanno acquistare un'abitazione, nuova o ristrutturata, oppure affittarne una per un periodo minimo di 8 anni. Nel primo caso, il limite massimo di spesa ammonta a 300.000 euro, mentre lo sconto IRPEF può arrivare fino a 60.000 euro. Per la deduzione è prevista una ripartizione in parti uguali per otto anni. Ad esempio, chi comprerà un appartamento nuovo del valore di 200.000 euro beneficerà di un bonus IRPEF di 40.000 euro, ovvero di sconti di 5.000 euro l'anno, spalmati in otto anni. Nel caso dell'affitto a lungo termine, gli inquilini potranno corrispondere agli affittuari un canone concordato, di modo da usufruire di condizioni favorevoli e, allo stesso tempo, assicurare un'entrata certa a chi affitterà loro l'appartamento o la casa.

Le norme prevedono tuttavia delle limitazioni. Del bonus, che interesserà anche quegli acquisti effettuati dal primo gennaio scorso, potranno avvantaggiarsi solo le persone fisiche e non gli esercenti di qualunque tipo di attività commerciale. Inoltre, saranno esclusi dalle agevolazioni gli immobili acquistati che rientrino nelle categorie denominate di pregio, signorile o di lusso (categorie catastali A/9, A/8 ed A/1). E ancora, affinché sia accordato il bonus, le abitazioni dovranno poter essere classificate nelle categorie più alte di risparmio energetico, cioè almeno nella categoria B.

 Il decreto Sblocca Italia introduce inoltre una semplificazione che riguarda le ristrutturazioni. Chi infatti dovrà procedere al frazionamento di un immobile esistente o all'accorpamento tra più parti o immobili frazionati, non sarà più tenuto a presentare la SCIA (segnalazione certificata di inizio attività), ma potrà limitarsi a inoltrare al Comune in cui è ubicato l'immobile una comunicazione di inizio lavori. Quest'ultima dovrà però essere redatta da un tecnico abilitato e non dal proprietario dell'abitazione da ristrutturare.

Infine un'altra semplificazione interessa il regolamento edilizio a carico dei Comuni. A breve, grazie ad apposite linea guida tra Governo, Regioni ed enti locali, si potrà contare su di un "regolamento tipo" capace di uniformare le caratteristiche degli edifici, almeno in termini di efficienza energetica e di requisiti minimi per gli edifici. Insomma, sono molte le novità introdotte nel settore edilizio dal nuovo decreto. Novità che si spera diano nuovo impulso al mercato immobiliare e non solo.

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