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Ristrutturazioni e settore edilizio, le agevolazioni

del 29/10/2014

I dubbi attorno al provvedimento che riguarda l'Iva agevolata al 4%per i lavori di ristrutturazione previsto dal Decreto Legge 133/2014, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 212 del 12 settembre 2014 e conosciuto come il "decreto sblocca Italia" sta registrando non poche incognite. L'agevolazione, infatti, potrebbe restare solo sulla carta perché non ci sarebbero le coperture finanziarie necessarie e inoltre perché violerebbe i parametri europei. Va poi approfondito soprattutto questo ultimo aspetto e potrebbe essere necessario allungare i tempi di discussione tanto da mettere a rischio concretamente il provvedimento stesso tenendolo bloccato per un lungo periodo. Se quindi qualcuno pensava di usufruire dell'Iva agevolata al 4% per ristrutturare casa è meglio che aspetti ad iniziare i lavori almeno finché non ci saranno ulteriori comunicazioni chiarificatrici e conferme definitive sull'entrata in vigore del provvedimento.

Nonostante l'obbiettivo encomiabile dell'emendamento, ovvero di ridurre il consumo di suolo pubblico e rilanciare contemporaneamente il settore edilizio attraverso le ristrutturazioni, questo potrebbe essere rispedito indietro proprio a causa dei gettiti per le casse dello Stato. Se venisse approvato, il gettito derivante dall'Iva ridotta per le ristrutturazioni potrebbe essere molto inferiore a quella del 10% prevista per le nuove costruzioni dunque, paradossalmente, allo Stato converrebbe incentivare nuove iniziative edili e andare, di fatto, contro il principio base che ha mosso l'intenzione di ridurre l'Iva per favorire le ristrutturazioni.

Al momento la norma al vaglio alla Camera prevede comunque alcuni vantaggi per i cittadini; se il testo verrà confermato verrebbero riconfermati anche per il 2015 i bonus sulle ristrutturazioni con detrazioni fiscali fino al 65% per quanto riguarda l'efficienza energetica e al 50% per le ristrutturazioni. A questo si andrebbe ad aggiungere il pagamento dell'Iva che risulterebbe quindi meno della metà di quella prevista per le nuove costruzioni. Le casse delle Amministrazioni comunali, inoltre, potranno chiedere fino al 50% del valore generato dal cambio di destinazione d'uso concesse sia sugli immobili che sulle aree urbane.

La sanzione per la mancata comunicazione di inizio lavori aumenterà fino a 1000 euro mentre quelle relative alla mancata demolizione di opere abusive prive dei relativi permessi verranno innalzate fino a 2000 euro. È inoltre possibile ottenere deduzioni Irpef fino al 20% direttamente dall'impresa costruttrice dell'immobile e l'agevolazione Irpef sarà applicabile anche sugli immobili ristrutturati se i lavori relativi sono terminati entro la data di entrata in vigore del provvedimento.

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