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Garante privacy e Google sul consenso degli utenti

del 10/09/2014

Garante privacy e Google sul consenso degli utenti

Il motore di ricerca più usato al mondo, Google, è nel mirino del Garante della Privacy italiano che ha invitato il gigante californiano a rivedere le sue politiche in tema di utilizzo a fini commerciali dei dati dei suoi utenti senza il loro consenso.

La vicenda risale allo scorso anno, quando l’autorità per la tutela della privacy ha avviato un’istruttoria che aveva il compito di stabilire se la nuova Privacy Policy adottata da Google per tutte le sue funzionalità (GooglePlus, Youtube, Gmail, etc) fosse in linea con il rispetto dell’utilizzo dei dati degli utenti e se questi avessero consapevolmente dato il loro consenso.

Dopo un anno di indagini, di concerto con le altre Autorità europee che si occupano di Privacy in rete, è arrivata la prescrizione che obbliga Google “per utilizzare a fini di profilazione e pubblicità comportamentale personalizzata i dati degli interessati [...] ad acquisire il previo consenso degli utenti e non potrà più limitarsi a considerare il semplice utilizzo del servizio come accettazione incondizionata di regole che non lasciavano, fino ad oggi, alcun potere decisionale agli interessati", si legge nel dispositivo emesso dal Garante.

Ma di cosa è accusata Google? 
Secondo il Garante della Privacy, Google non avrebbe chiesto l’esplicito consenso all’utilizzo dei dati dei fruitori delle sue diverse funzionalità che navigando in rete lasciavano inconsapevolmente informazioni sensibili sulle loro preferenze e che venivano così utilizzate dal motore di ricerca per far comparire pubblicità di prodotti o servizi che rispondessero ai gusti o ai bisogni dei suoi utenti.

Tali informazioni vengono raccolte - secondo quanto reso noto dal Garante - attraverso tecniche sofisticate come il fingerprinting che consentono di archiviare le informazioni presso i server di Google. Una tecnica che va quindi ben oltre il semplice utilizzo dei famigerati cookie installati direttamente sul dispositivo dell'utente.

Per rispondere alle prescrizioni imposte dal Garante della Privacy Google dovrà, entro diciotto mesi, rivedere le sue politiche in materia di trattamento dei dati personali dei suoi utenti indicando chiaramente che le informazioni raccolte potranno essere utilizzate ai fini di proliferazione e pubblicità personalizzata richiedendo l'esplicito consenso da parte degli utenti.

Non basterà più, dunque, il semplice utilizzo di una funzionalità di Google per dare per scontata l'accettazione da parte dell'utente che dovrà essere messo in condizione di poter scegliere per ogni servizio di Google se consentire o meno l'utilizzo dei propri dati. Per ciò che concerne il "diritto all'oblio" ovvero la cancellazione di tutti i dati dell'utente, si attende invece una regolamentazione più chiara a livello Europeo.

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