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Altri 40mila neo-docenti entro il 2015

del 09/09/2014

Altri 40mila neo-docenti entro il 2015

Autunno caldo, è il caso di dirlo, nel mondo della Scuola italiana. Dopo l’annuncio dell’assunzione dei precari storici delle Graduatorie ad Esaurimento, Renzi conferma il piano straordinario per il nuovo concorso scuola.

Secondo le intenzioni del governo, ciò aprirà ufficialmente le porte al mondo del lavoro “a tempo indeterminato” anche ai vari titolati con Tfa o abilitati con diploma magistrale, laurea o Pas: fra il 2016 e il 2019 anche loro potrebbero diventare docenti di ruolo.

Il presidente del consiglio e il ministro Giannini hanno presentato questo nuovo bando come una dichiarazione di guerra all’instabilità nel lavoro degli insegnanti, un nuovo patto educativo che a loro detta:

"Non è l'ennesima riforma, non il solito discorso che propongono tutti i politici, ma una cosa diversa. Dal 15 settembre al 15 novembre verrà lanciata una campagna di ascolto sulle linee guida della scuola per ascoltare la voce di tutti, perché la scuola non è del ministro né del Presidente del Consiglio".

Al momento, sappiamo che i candidati plausibili saranno ben 200mila per 40mila posti a concorso, uno su cinque.

Ma quali sono, precisamente, le linee guida per indirizzare le manovre epocali sull'istruzione italiana nei prossimi anni?

Con l'ufficializzazione del concorso, è stata pubblicata la tabella esplicativa con i titoli richiesti e le stime dei partecipanti, aspiranti docenti a partire dall’anno scolastico 2015-2016.

Leggiamo direttamente le intenzioni governative così come sono state pubblicare sul portale voluto dal premier per il piano dei “mille giorni”:

- Basta supplenze: con il piano assunzioni verrà istituito un team stabile del personale docente per assicurare continuità didattica in caso di cattedre vacanti, tempo pieno e supplenze.

- Scatti per merito: 60 euro mensili in più al mese per 2 docenti su tre in caso di merito. Si premierà, quindi, la qualità del lavoro in classe e non più l'anzianità. 

- Registro nazionale per docenti dal 2015, dove saranno disponibili anche i dati dell'istituto (budget, progetti e valutazione) per coadiuvare il lavoro di squadra e l'offerta formativa.

- Finanziamenti da privati: cittadini, fondazioni e imprese potranno contribuire al miglioramento della scuola con incentivi fiscali e semplificazioni burocratiche.

- Rafforzamento del piano formativo per le lingue straniere e competenze musicali sin dalla scuola primaria. Invece, c'è l'intenzione di diffondere i principi di economia e lo studio del digitale a partire dalla scuola secondaria.

Sarà vera tutta questa baraonda di cifre? La scuola, intanto, attende il concretizzarsi delle decine di migliaia di posti di lavoro annunciati. Cifre così strane se messe a confronto con gli esigui 4000 pensionandi della quota 96 che Renzi non è riuscito a mandare in pensione per “mancanza di coperture”.

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