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Riforma della scuola

del 09/07/2014

Una riforma che rivoluzionerà la scuola. Il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Stefania Giannini ha in cantiere una modifica del sistema scolastico, in particolare per quanto riguarda i docenti, le loro ore di lavoro effettivo e le supplenze di breve periodo.

L'intenzione del Ministro Giannini è quella di aumentare le ore di lavoro settimanale di ogni docente portandole a 36. In questo conteggio però sarebbe compreso il tempo necessario per preparare le lezioni e per seguire i corsi di aggiornamento. E se da un lato questa novità significa riconoscere le attività che gli insegnanti svolgono al di fuori delle lezioni, dall'altro porta ad un aumento del carico di lavoro.

Nella riforma potrebbe anche essere inserito l'aumento dello stipendio che gli insegnanti chiedono da tempo anche se, appunto, tale aumento è direttamente proporzionale al numero di ore di servizio nell'istituto scolastico.

Il Ministro starebbe inoltre pensando di rivedere anche il sistema delle supplenze brevi, oggi assegnate ai docenti esterni alla scuola. Tali ore di assenza dei colleghi potrebbero infatti dover essere coperte dagli insegnanti interni all'istituto portando così un notevole risparmio di risorse della scuola. Questa pratica però creerebbe non pochi problemi: da un lato l'aumento notevole della mole di lavoro dei docenti con una retribuzione presumibilmente invariata e dall'altro una penalizzazione dei colleghi esterni che lavorerebbero meno. E a questo punto, dunque, si pone anche la questione della disoccupazione delle migliaia di docenti precari che troppo spesso riescono ad arrivare alla fine del mese, a fatica, con un'infinita serie di supplenze di breve o lungo periodo, nelle scuole di ogni ordine e grado. Molti insegnanti di lungo corso, abilitati all'insegnamento e con esperienza, se la riforma venisse approvata così com'è, potrebbero ritrovarsi da un giorno all'altro con molte meno supplenze disponibili, aggravando ulteriormente (come se ancora ce ne fosse bisogno) la situazione di precarietà esistente che già da sola andrebbe affrontata e risolta al più presto.

Appare ormai certo che a partire dal prossimo settembre cambieranno molte cose, bisognerà solo attendere l'entrata in vigore del provvedimento per capire quali e come. Per la riforma della scuola il presidente del Consiglio Matteo Renzi potrebbe scegliere la doppia via del decreto legge e del DDL delega. Entro pochi giorni (e comunque entro luglio) sapremo quali saranno le novità introdotte. Nel frattempo le associazioni di categoria del corpo docente si sta già portando avanti chiedendo chiarimenti soprattutto sulla questione delle ore di lavoro e della retribuzione che sono i punti cruciali della Riforma Giannini.

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