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Il “nuovo” bonus mobili

del 23/04/2014

Alla fine dello scorso mese di marzo è stato pubblicato in G.U. il D.L. n. 47/2014, il c.d. Decreto “Casa” che, a partire dal 29.03.2014, ha disposto, tra le altre, due rilevanti modifiche fiscali: da un lato è stata resa più conveniente l’adozione della cedolare secca per i contratti a canone concordato (ora l’aliquota di tassazione è fissata al 10% per il quadriennio 2014-2017, a fronte del precedente 15%); dall’altro è stata sostanzialmente ridotta l’agevolazione a favore di quei contribuenti che nel corso del 2014 sosterranno spese per l’acquisto di mobilio ed arredamento. Cerchiamo di fare il punto su quest’ultima stretta fiscale. Come si ricorderà, nel corso del 2013 era stato pubblicato un Decreto, il D.L. 63/2013, con il quale era stata prevista la possibilità, concessa a tutti quei contribuenti che beneficiano della detrazione per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, di usufruire della detrazione IRPEF del 50% anche per le spese sostenute per l’acquisto di mobili, purché finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione, nonché di grandi elettrodomestici di classe energetica A+ (A per i soli forni). Secondo detta disposizione, l’agevolazione spettava per le spese sostenute dal 6 giugno al 31 dicembre 2013 ed era calcolata su un ammontare di spesa non superiore ad euro 10.000, che si aggiungeva al limite di euro 96.000 previsto per gli interventi di recupero edilizio. Successivamente, la Legge di Stabilità 2014 ha previsto la proroga della detrazione in parola al 31.12.2014, contestualmente, però, all’introduzione di un ulteriore limite della spesa agevolabile, rappresentato da quanto sostenuto per i connessi lavori di ristrutturazione dell’immobile. Questa limitazione veniva tuttavia abrogata attraverso il cd. Decreto “Salva Roma” (D.L. n. 151/2013) che però, in seguito, non essendo convertito in legge, faceva rivivere il limite che inizialmente si voleva cancellare. Dopo questo incredibile tira e molla si giunge al c.d. Decreto “Casa” citato all’inizio, che scrive la parola fine a questo balletto increscioso: per il 2014 sarà dunque possibile per i contribuenti sfruttare la detrazione del 50% del costo di acquisto di mobili e grandi elettrodomestici (in classe A+ ed A per i soli forni), con il limite massimo di spesa agevolabile pari ad euro 10.000, ma ulteriormente parametrato alle spese di ristrutturazione effettivamente sostenute. In altre parole, ipotizzando, ad esempio, un intervento edilizio del valore di 6.000 euro ed acquisto di mobili per 8.000 euro, il bonus arredamento sarà pari a 3.000 euro (50% del massimo agevolabile, coincidente con la spesa per ristrutturazione che, nel nostro caso, era appunto di 6.000 euro). Per concludere, due parole sulle caratteristiche dei beni agevolabili. In base alla Circolare Ministeriale del 18.09.2013 n. 29/E, l’agevolazione riguarda l’acquisto: a) di mobili (naturalmente nuovi), come, a titolo esemplificativo, “letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli, sedie,comodini, divani, poltrone, credenze, nonché i materassi e gli apparecchi di illuminazione che costituiscono un necessario completamento dell’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione (mentre non sono agevolabili gli acquisti di “porte, di pavimentazioni - ad esempio, il parquet - di tende e tendaggi, nonché di altri complementi di arredo”; b) grandi elettrodomestici (sempre nuovi) di classe energetica non inferiore alla A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, nonché quelli per i quali non ne è previsto l’obbligo (per individuare gli elettrodomestici di che trattasi si può far riferimento all’allegato 1B al D.Lgs. n. 151/2005 il quale, ad esempio, ricomprende “frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, forni a microonde, apparecchi elettrici di riscaldamento, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, apparecchi per il condizionamento”. Da ultimo ricordiamo che nell’ammontare della spesa agevolabile vanno ricompresi anche gli eventuali oneri di trasporto e montaggio e che, per fruire dell’agevolazione, è necessario seguire particolari procedure, quali l’utilizzo, per il pagamento, di un apposito bonifico bancario o postale contenente causale, codice fiscale del beneficiario e partita IVA /codice fiscale del fornitore oppure mediante l’utilizzo di carte di credito/debito.


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