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Consumi “stop” tranelli sugli acquisti

del 02/04/2014

Non solo la Crisi mette a dura prova i portafogli degli italiani. Ma, ancora peggio, i consumatori spesso si trovano dinanzi a un percorso a ostacoli pieno di costi aggiuntivi nascosti dietro a contratti telefonici, transazioni online, pagamenti a rate, chiamate ai call-center informativi e chi più ne ha più ne metta.

È esperienza comune a molti consumatori, ad esempio, quella di veder cambiare il prezzo di acquisto di un servizio o di un prodotto in fase di pagamento a seconda della forma di pagamento utilizzata - contanti, bancomat o carta di credito. L'applicazione di costi diversi a seconda della modalità scelta è piuttosto comune per gli acquisti effettuati online, ma non è rara nemmeno per gli acquisti dal vivo, basta pensare ai diversi costi se si paga con carta di credito o in contrassegno. Inoltre, accade spesso che in fase di pagamento il consumatore veda comparire spese accessorie non specificate in precedenza, magari nascoste in microscopiche note contrattuali a fondo pagina, che talvolta fanno lievitare anche di molto il prezzo finale.

Arriva il nuovo “Codice del Consumo”

Per mettere fine a questa disparità di trattamento, il decreto legislativo 21/2014 ha in parte modificato il "Codice del Consumo" così come stabilito dal d.lgs. 206/2005, rendendo così possibile lo stop a situazioni incresciose che i consumatori sono costretti ad affrontare quotidianamente. Il decreto è in vigore dal 26 di marzo, ma bisognerà aspettare il 13 giugno 2014 per vederlo entrare in completa operatività.

Un altro importante aspetto trattato dal decreto legislativo è quello relativo ai contratti telefonici o comunque a distanza (anche tramite internet!), che dovranno essere confermati tramite una forma scritta o comunque registrati su un supporto non deperibile.

Un ulteriore aspetto che verrà regolamentato riguarda le chiamate ai call-center per i contratti già sottoscritti. Queste ultime sono spesso addebitate, con tariffe anche molto elevate, al cliente: tutto ciò non sarà quasi più possibile dato che il decreto prevede che non possano essere applicate tariffe diverse a seconda del tipo di chiamate in entrata (ad es. per le informazioni o per la sottoscrizione di ulteriori contratti), anche se comunque sarà facoltà di chi eroga il servizio applicare tariffe superiori a quelle normalmente previste per una telefonata. In definitiva, manteniamo gli occhi aperti: le chiamate a carico del cliente con tariffe elevate saranno ancora possibili, ma per lo meno non potranno più essere applicate (spesso “a tradimento”!) tariffe diverse a seconda della tipologia del cliente che effettua la chiamata.

Queste nuove norme aiuteranno a dipanare i dubbi sulla legalità dei comportamenti di alcuni fornitori di beni e servizi, che in diversi casi rendevano necessario l'intervento di legali o di associazioni dei consumatori per far valere i diritti del cliente in reclami e ricorsi.

Che queste norme aumentino la fiducia degli italiani verso i consumi? Speriamo di sì.

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