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Inps, le regole per utilizzare il pin

del 30/08/2013

Come risaputo, il percorso di informatizzazione dei servizi Inps procede da anni in maniera molto spedita. La chiave d’accesso all’ampia gamma dei servizi online offerti dall’Ente Previdenziale, come risaputo, è il codice Pin, fornito agli utenti intenzionati a sfruttare il canale telematico per le proprie pratiche.

Con il messaggio n. 11837/2013, l’Inps ha fornito agli utenti un prezioso vademecum finalizzato a chiarire le regole di utilizzo del proprio codice e consigli sulla sua corretta conservazione.

Tale iniziativa è stata attuata per sottolineare ancora una volta che il processo di informatizzazione portato avanti dall’Istituto è di fondamentale importanza e non può essere attuato senza la garanzia della tutela dei dati personali dell’utente. Il centro di questo connubio è proprio il codice Pin: da un lato garantisce un’accurata tutela dei dati personali e dall’altro evita il rischio di frodi ai danni dell’Ente stesso.

Come conservare e proteggere il proprio codice PIN

In prima analisi, l’Inps pone l’accento sulle caratteristiche fondamentali del Pin e lo descrive come un dato strettamente personale, e che come tale non deve essere mai comunicato a terzi. Una volta stampato o salvato su appositi supporti cartacei/informatici, il codice dovrà essere conservato in modo idoneo.

Si noti bene: l’Istituto Previdenziale sottolinea che la responsabilità civile e penale relativa a ogni operazione eseguita successivamente all’inserimento del codice Pin è registrata e attribuita al soggetto titolare del codice alfanumerico.

L’abilitazione del soggetto all’utilizzo dei servizi Inps è valida esclusivamente nel caso in cui l’accesso avvenga da una postazione di lavoro Inps. I computer ubicati nelle postazioni di lavoro e utilizzati per l’accesso ai servizi Inps devono essere pertanto protetti mediante l’utilizzo di programmi antivirus costantemente aggiornati; prevedere periodici aggiornamenti dei software di sistema e dei software di base.

Eventuali deleghe rilasciate a terze persone dal soggetto interessato dovranno essere debitamente conservate per un triennio, unitamente a un documento di riconoscimento del soggetto richiedente e presentate all’Inps entro cinque giorni dalla richiesta di visione.

Gli accessi robotizzati non sono ammessi e tutte le informazioni e tutti i dati di cui si  entra in possesso durante l’accesso tramite Pin dovranno essere utilizzate nel pieno rispetto della normativa prevista dalla Legge di tutela della Privacy. Non devono, quindi, essere diffusi o ceduti a terze persone differenti dal diretto interessato o dalla persona autorizzata.

Nel caso in cui il soggetto violi una delle suddette regole, competerà all’Inps la scelta di revoca dell’autorizzazione riferita all’utilizzo dei servizi in modalità telematica.

Tutti i chiarimenti forniti dall’Inps saranno visualizzati dall’utente in occasione del primo accesso al sito, e in tale sede il soggetto interessato sarà invitato a sottoscrivere le presa visione della nota informativa. 

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