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Abusi familiari: misure contro la violenza

del 31/03/2011
CHE COS'È?

Abusi familiari misure contro la violenza: definizione

Quando la condotta del coniuge o di altro convivente è causa di grave pregiudizio all’integrità fisica o morale ovvero alla libertà dell’altro coniuge o convivente, il Giudice, su richiesta di parte può adottare, con decreto gli ordini di protezione contro gli abusi familiari che consistono in uno o più dei seguenti provvedimenti:

  • ordinare al coniuge o convivente, che ha tenuto la condotta pregiudizievole, la cessazione della stessa condotta;
  • disporre l’allontanamento del coniuge o convivente che ha tenuto la condotta pregiudizievole dalla casa familiare prescrivendogli, dove occorra, di non avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dal richiedente, ed in particolare al luogo di lavoro, al domicilio della famiglia d’origine, ovvero al domicilio di altri prossimi congiunti o di altre persone ed in prossimità dei luoghi di istruzione dei figli della coppia, salvo che questi non debba frequentare i medesimi luoghi per esigenze di lavoro;
  • disporre, ove occorra, l’intervento dei servizi sociali del territorio o di un centro di mediazione familiare, nonché delle associazioni che abbiano nel proprio statuto come fine il sostegno e l’accoglienza di donne e minori o di altri soggetti vittime di abusi e maltrattamenti;
  • ordinare al coniuge o convivente, che è stato per ordine del Giudice allontanato, il pagamento periodico di un assegno a favore delle persone conviventi rimaste prive, a causa del suo allontanamento, di mezzi adeguati, fissando modalità e termini di versamento e prescrivendo, se del caso, che la somma sia versata direttamente all’avente diritto dal datore di lavoro dell’obbligato, detraendola dalla retribuzione allo stesso spettante.

(Articoli 342 bis e ter del codice civile)

Avv. Barbara Fracanzani
Ordine degli Avvocati di Milano
Studio Legale Vittorini Giuliano Fracanzani


COME SI FA

La vittima può rivolgersi direttamente al Giudice, anche senza un difensore legale, con ricorso al Tribunale ordinario del luogo ove risiede o ha domicilio.
Il Giudice deve sentire entrambe le parti, fissando l’udienza in cui devono comparire davanti a lui. Nel caso di urgenza - raccolte quando occorre sommarie informazioni - può adottare immediatamente gli ordini di protezione. In questo ultimo caso l’udienza di comparizione delle parti verrà fissata entro un termine non superiore a quindici giorni dalla data del provvedimento con cui sono state disposte le misure di protezione. All’udienza il Giudice potrà confermare, modificare o revocare il provvedimento precedentemente emesso.
Contro il provvedimento con cui il Giudice decide l’applicazione dell’ordine di protezione o rigetta il ricorso o revoca l’ordine di protezione concesso inaudita altera parte, è possibile proporre reclamo al Tribunale, ove a decidere non sarà più un Giudice monocratico, ma in composizione collegiale. L’ordine di protezione ha una durata limitata nel tempo. 

(articolo 736 bis codice di procedura civile)


FAQ

Gli ordini di protezione contro gi abusi familiari vengono emessi solo se le condotte pregiudizievoli attuate nell’ambito del nucleo domestico costituiscono un reato?

No, il Legislatore ha volutamente scelto di non definire l’abuso nello specifico, in modo da includervi ogni comportamento in cui si può manifestare la violenza domestica, e quindi ogni comportamento tale da causare un grave pregiudizio, anche se non penalmente rilevante (reato).

Le misure di protezione possono essere applicate solo se vi è un rapporto di coniugo o familiare?

No, lo scopo perseguito dal Legislatore (legge 4 aprile 2001, n. 154) in materia di ordini di protezione contro gli abusi familiari è quello di tutelare tutti i componenti del nucleo domestico (coniugi, conviventi more uxorio, figli maggiorenni e minorenni, affini, eccetera), senza distinzione tra chi è legato da rapporto di coniugo o familiare e chi solo da rapporti di convivenza.

Se il fatto costituisce reato perseguibile d’ufficio ci si può egualmente rivolgere al Giudice civile affinché disponga gli ordini di protezione contro gli abusi familiari, o è competente solo il Giudice penale?

Anche se il fatto costituisce reato perseguibile d’ufficio ci si può rivolgere al Giudice civile che, dopo le modifiche apportate dalla Legge 6 novembre 2003, n. 304, può assumere, oggi, determinazioni completamente indipendenti da quelle del Giudice penale.

Quale è la durata degli ordini di protezione?

Poiché in molti casi l’applicazione degli ordini di protezione contro gli abusi familiari limita l’esercizio di diritti fondamentali della persona, quali in particolare: la libertà personale (art. 13 Costituzione), la libertà di circolazione (art. 16 Costituzione) e la proprietà privata (art. 42 Costituzione), tali provvedimenti non possono avere una durata superiore a sei mesi, che decorre dal giorno della loro  esecuzione. Su richiesta di parte ed in presenza di gravi motivi il Giudice può prorogare i provvedimenti di protezione per il tempo strettamente necessario.

Il pagamento periodico di un assegno a favore della vittima, può essere disposto nei confronti del convivente more uxorio anche se non vi sono dei figli?

La Legge del 2001 ha attribuito al Giudice il potere di disporre il pagamento a favore della vittima, a prescindere da un rapporto di parentela o coniugo con l’autore delle condotte pregiudizievoli. Ciò che rileva è la sussistenza di un legame di particolare intensità, derivante dalla convivenza stabile e dalla stretta frequentazione. La finalità perseguita è, infatti, quella di porre fine alle violenze e prevenire la reiterazione degli abusi. Il pagamento periodico di un assegno può pertanto essere disposto dal Giudice anche nei confronti del convivente more uxorio, nonostante, al di fuori di questo specifico caso, non esista un obbligo di contribuzione economica. Allo stesso modo può essere disposto l’allontanamento dall’abitazione del convivente che tiene le condotte pregiudizievoli pur essendo lo stesso proprietario dell’immobile, e ciò anche in assenza di figli. A tal proposito è opportuno ricordare che gli ordini di protezione contro gli abusi hanno una durata determinata.

Come si eseguono gli ordini di protezione?

Per l’esecuzione del provvedimento il Giudice può disporre l’intervento della forza pubblica e dell’ufficiale sanitario. I Servizi sociali del territorio possono essere interessati dal Giudice per tentare di ricomporre le relazioni famigliari e/o i centri di mediazione per aiutare le persone a maturare un accordo sulla loro separazione.La norma non trascura la protezione delle persone che sono vicine alla vittima, prevedendo, tra le altre misure, anche l’estensione del divieto di avvicinamento al domicilio della famiglia d’origine o di altri prossimi congiunti o di amici, conoscenti, eccetera.  
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