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Patti di famiglia: conciliazione e mediazione

del 14/07/2017
CHE COS'È?

Patti di famiglia conciliazione e mediazione: definizione

Il patto di famiglia è una delle materie che, secondo quanto previsto dall'articolo 5 del d. lgs. n. 28 del 2010, sono oggetto di mediazione obbligatoria. Questo istituto è nato con l'obiettivo di agevolare e di normare nelle aziende il cosiddetto passaggio generazionale, vale a dire il passaggio di consegne di un imprenditore al proprio figlio, destinato a prendere il suo posto. L'articolo 5 del decreto già menzionato stabilisce che chi è intenzionato a esercitare in giudizio un'azione che riguardi una controversia in relazione ai patti di famiglia deve esperire prima di tutto il procedimento di mediazione: in caso contrario, la domanda non può essere presa in considerazione.


COME SI FA

Come si avvia la procedura di conciliazione e mediazione per i patti di famiglia?

Nel caso in cui si sia intenzionati ad avviare una procedura di mediazione, è indispensabile compilare la domanda relativa, indicando il proprio impegno a ottemperare agli obblighi di riservatezza e precisando, oltre al valore indicativo della controversia, anche la sua natura: per questo motivo occorre descrivere brevemente lo svolgersi dei fatti e le ragioni che si adducono per la presentazione della procedura. Nell'istanza bisogna anche dichiarare di accettare la tabella delle indennità e fornire tutti i recapiti delle diverse parti che sono coinvolte, inserendo - in tutti i casi in cui è possibile - gli indirizzi di posta elettronica certificata. La domanda deve essere accompagnata dalla ricevuta di avvenuto pagamento delle spese necessarie per l'avvio del procedimento: per le controversie con un valore fino a 250mila euro tali spese sono pari a 40 euro più Iva, mentre per le controversie con un valore di più di 250mila euro tali spese sono pari a 80 euro più Iva. 


CHI

Gli avvocati difensori delle parti.


FAQ

1. In cosa consiste dal punto di vista giuridico il patto di famiglia?

Esso può essere considerato come il contratto attraverso il quale un imprenditore trasferisce la propria azienda, in maniera parziale o totale, a un suo discendente o a più di uno dei suoi discendenti. Lo stesso contratto vale anche per un titolare di partecipazioni societarie che effettui lo stesso trasferimento in relazione alle proprie quote. Il patto di famiglia è un atto inter vivos, che si caratterizza per importanti differenze rispetto alle regole successorie generali: deve essere sempre stipulato come atto pubblico (in caso contrario è da considerarsi nullo), in modo tale che tutti i partecipanti possano usufruire di un consenso informato. Ciò che i contraenti ricevono, inoltre, non è soggetto a riduzione o a collazione. 

2. In cosa consiste l'impugnazione del patto di famiglia?

I partecipanti al patto di famiglia hanno la possibilità di impugnare il contratto esercitando l'azione di annullamento: essa può essere individuata per errore, per dolo o per violenza. L'impugnazione per vizi del consenso prevede una prescrizione della durata di un anno. Il patto di famiglia, comunque, può anche essere sciolto per mutuo consenso: in questo caso si provvede alla sottoscrizione di un nuovo contratto che ha le stesse caratteristiche rispetto a quello precedente e che prevede la partecipazione delle stesse parti che hanno portato a termine il primo patto. Il patto di famiglia, inoltre, può essere sciolto per recesso, ma a condizione che il patto preveda in maniera esplicita questa facoltà: in tale circostanza c'è bisogno di un notaio che certifichi la dichiarazione di recesso, che deve essere destinata alle controparti contrattuali.
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