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Diritto del contribuente

del 08/07/2016
CHE COS'È?

Diritto del contribuente: definizione

I diritti del contribuente sono sanciti dalla legge n. 212 del 27/7/2000 che introduce uno strumento generale di tutela definito statuto del contribuente. Lo statuto dichiara che i rapporti tra Amministrazione Finanziaria e contribuente devono essere improntati ai principi di chiarezza, trasparenza, collaborazione e buona fede. 
Lo statuto del contribuente si articola in tre direzioni
  • Viene dettata una sorta di autodisciplina che il legislatore deve seguire nell'attività di redazione delle norme tributarie. 
  • Viene disciplinato il comportamento che l’Amministrazione Finanziaria deve tenere al fine di consentire al contribuente di adempiere ai propri obblighi agevolmente. 
  • In ordine alla difesa dagli atti dell’Amministrazione Finanziaria e ai diritti del contribuente sottoposto a verifica fiscale. 

Lo statuto del contribuente è uno strumento importante ma che purtroppo trova pesanti limitazioni nelle deroghe a cui spesso la normativa tributaria ricorre. 
I principali diritti del contribuente da una parte e limitazioni al potere dell’Amministrazione Finanziaria dall'altra sono di seguito richiamati: 
  • Le leggi contenenti disposizioni tributarie devono essere chiaramente conoscibili e pertanto devono recare nel titolo l'oggetto.
  • Le leggi non di natura tributaria non possono contenere norme di natura tributaria.
  • Le norme tributarie richiamate da altre disposizioni non possono essere semplicemente richiamate ma deve essere anche sinteticamente indicato il contenuto della norma a cui si rinvia.
  • Le disposizioni modificative di leggi tributarie devono riportare il testo modificato.
  • Le norme tributarie non possono avere effetto retroattivo.
  • Le disposizioni afferenti i tributi periodici possono trovare applicazione solo dal periodo di imposta successivo a quello di entrata in vigore della legge.
  • Le disposizioni tributarie non possono prevedere adempimenti a carico dei contribuenti la cui scadenza sia inferiore al sessantesimo giorno dalla data di entrata in vigore della norma.  

I termini di prescrizione e decadenza per gli accertamenti di imposta non possono essere prorogati. Nuovi tributi o l’estensione ad altre categorie di soggetti di tributi già esistenti non può essere disposta con decreto legge. 
L’Amministrazione Finanziaria deve adoperarsi al fine di consentire al contribuente di venire a conoscenza delle disposizioni vigenti in materia tributaria in modo gratuito, completo, agevole, oltre che tempestivo.

L’Amministrazione Finanziaria deve portare a conoscenza dei contribuenti le circolari, risoluzioni nonché ogni atto che disponga sulla organizzazione, sulle funzioni e procedimenti.

L’Amministrazione Finanziaria deve assicurare al contribuente l’effettiva conoscenza degli atti a lui destinati, comunicandoli nel luogo effettivo di domicilio del contribuente e garantendone la privacy. 

L’Amministrazione Finanziaria deve informare il contribuente di fatti o circostanze che possono pregiudicare il riconoscimento di un credito o comportare l’irrogazione di una sanzione. 

L’Amministrazione Finanziaria deve operare al fine di garantire la disponibilità in tempi utili di modelli di dichiarazione e istruzioni, comprensibili alla generalità dei contribuenti anche quelli che non possiedono conoscenze in materia tributaria, e al fine che si possa adempiere alle obbligazioni tributarie in modo agevole, meno costose e con minori adempimenti possibili. 

Al contribuente non possono essere richiesti documenti e informazioni già in possesso dell’Amministrazione Finanziaria o da altre amministrazioni pubbliche. 

Prima di procedere a iscrizione a ruolo derivanti dalla liquidazione dei tributi risultanti da dichiarazioni, qualora sussistano incertezze rilevanti della dichiarazione, il contribuente deve essere invitato a fornire i chiarimenti o a produrre i documenti mancanti entro un termine assegnato comunque non inferiore a 30 giorni, a pena di nullità dei provvedimenti emessi in violazione a tale disposizione. Tale disposizione non si applica invece per le iscrizioni a ruolo di tributi non autoliquidati.
 
Gli atti devono essere motivati e devono contenere i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche che sono state prese in considerazione nella decisione di emanazione dell’atto. Se tali motivazioni dipendono da altri atti, questi devono essere allegati. Il contribuente deve essere inoltre informato in merito a tutti i dati che gli possono consentire di difendersi: in primo luogo il funzionario responsabile del procedimento e l’ufficio che può fornire le informazioni complete in merito all’atto, l’ufficio competente a riesaminare l’atto in sede di autotutela; e tutte le informazioni utili alla difesa ovvero modalità di proposizione del ricorso, l’organo giurisdizionale competente, termine entro cui è possibile proporre ricorso. 

L’Amministrazione Finanziaria si assume l’impegno alla tutela dell’integrità patrimoniale, in primo luogo consentendo la possibilità di estinguere i debiti tributari mediante compensazione con crediti vantati verso l’erario, oltre a consentire l’accollo del debito da parte di un terzo senza liberazione dell’obbligazione in capo al contribuente. 

Non possono essere irrogate sanzioni né richiesti interessi moratori qualora il contribuente si sia conformato alle indicazioni contenute in atti dell’Amministrazione Finanziaria, o in conseguenza di ritardi, omissioni o errori dell’amministrazione. Inoltre non possono essere irrogate sanzioni anche nei casi di obiettiva incertezza della norma o nei casi di mera violazione formale senza debito di imposta. 

L’Amministrazione deve rimborsare il costo delle fidejussioni richieste al contribuente per la sospensione di pagamento o la rateizzazione di tributi che risultino poi definitivamente non dovuti o dovuti in misura inferiore. 
Vi sono poi alcune disposizioni in ordine alla certezza dell’estinzione dell’obbligazione tributaria (che sono in realtà frequentemente neutralizzate da norme emesse in deroga allo statuto del contribuente): le disposizioni tributarie non possono stabilire né prorogare termini di prescrizione oltre il limite ordinario stabilito dal codice, né può essere imposto al contribuente l’obbligo di conservare o esibire atti o documenti oltre il termine decennale. 
In caso di impedimento all'adempimento delle obbligazioni tributarie per cause di forza maggiore, il Ministero delle Finanze deve consentire ai contribuenti di adempiere rimettendoli nei termini. 

In caso di incertezza obiettiva sulla corretta applicazione e interpretazione della norma tributaria il contribuente ha diritto di presentare istanza di interpello presentando per iscritto richiesta di indicazioni in merito all'applicazione della norma al caso concreto e personale, avendo diritto a ricevere risposta entro 120 giorni. 
La risposta vincola il richiedente ad uniformarsi all'indicazione ottenuta, ma in caso di mancata risposta non è sanzionabile il comportamento assunto dal contribuente. L’Amministrazione può inoltre rispondere collettivamente con circolari o risoluzioni che devono essere prontamente pubblicate per essere conosciute dai contribuenti. 

Il contribuente deve essere sottoposto a verifica sul luogo di esercizio di attività solo per effettive esigenze di indagine e controllo sul luogo. Le verifiche devono svolgersi durante l’orario di lavoro e in modo da arrecare la minore turbativa possibile allo svolgimento dell’attività e alle sue relazioni commerciali e professionali. Deve essere informato delle ragioni che giustificano la verifica e l’oggetto della verifica. Il contribuente ha la facoltà di farsi assistere da un professionista abilitato alla difesa presso gli organi di giurisdizione tributaria. Il contribuente ha diritto di richiedere che l’esame della documentazione amministrativa o contabile venga eseguita presso l’ufficio dei verificatori o presso il professionista che lo assiste. 

Le osservazioni e i rilievi del contribuente o del suo professionista devono essere messe agli atti nel verbale delle operazioni di verifica. Dopo il rilascio del verbale di verifica, il contribuente ha 60 giorni di tempo per comunicare osservazioni o richieste e in questo lasso di tempo l’ufficio non può, salvo casi particolari, emettere avviso di accertamento. 

Le verifiche presso la sede del contribuente non possono protrarsi per oltre 30 giorni lavorativi, termine prorogabile in caso di complessità di indagine per ulteriori trenta giorni ma solo dopo motivazione del dirigente dell’ufficio. I verificatori posso ritornare presso la sede del contribuente per esaminare le osservazioni presentate dal contribuente dopo la conclusione delle operazioni di verifica, ma solo con assenso motivato del dirigente dell’ufficio. 

COME SI FA

Cosa prevede lo statuto del contribuente

Il contribuente, o comunque qualunque soggetto interessato, può inoltrare per iscritto alla segreteria del Garante del contribuente, il cui ufficio è insediato presso ogni Direzione Regionale delle Entrate, segnalazioni di disfunzioni, irregolarità, scorrettezze, prassi amministrative irragionevoli, o qualunque altro comportamento che possa ledere il rapporto di fiducia tra amministrazione finanziaria e contribuente. 

Il Garante rivolge richieste di documenti o chiarimenti agli uffici competenti, che hanno l'obbligo di rispondere entro 30 giorni. Attiva le procedure di autotutela per gli atti notificati al contribuente. Il Garante comunica l'esito della propria attività alla Direzione regionale o compartimentale o alla Guardia di Finanza competente, nonché agli organi di controllo e informa l'autore della segnalazione. 
Il Garante rivolge raccomandazioni ai dirigenti degli uffici al fine di tutelare il contribuente e di migliorare l'organizzazione dei servizi. 

Il Garante del contribuente ha il potere di accedere agli uffici finanziari e di controllare al funzionalità dei servizi di assistenza e di informazione, nonché l'agibilità degli spazi aperti al pubblico. Richiama gli uffici al rispetto degli obblighi dello statuto, nonché ai termini previsti per i rimborsi di imposta. 
Il Garante individua i casi di particolare rilevanza in cui le disposizioni in vigore ovvero i comportamenti dell'Amministrazione Finanziaria pregiudizievoli dei diritti dei contribuenti, al fine anche di un eventuale avvio di procedimenti disciplinari.

CHI
L'organo deputato alla vigilanza del rispetto dello statuto del contribuente è il Garante del contribuente. È un organo autonomo dall'Amministrazione Finanziaria, anche se ha sede presso ogni Direzione Regionale delle Entrate. E' un organo collegiale composto da tre membri, nominati dal Presidente della Commissione Tributaria Regionale scegliendo i membri tra le tre categorie 
  1. Magistrati, professori universitari in materie economiche e giuridiche.
  2. Dirigenti della Amministrazione Finanziaria o della Guardia di Finanza a riposo da almeno due anni. 
  3. Avvocati, dottori commercialisti. 
Riferisce annualmente alle competenti Commissioni Parlamentari in ordine al suo funzionamento, all'efficacia dell'azione svolta e alla natura delle questioni segnalate, nonché ai provvedimenti adottati a seguito delle segnalazioni.

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DISCUSSIONI ARCHIVIATE

salvatore rocchella

10/05/2012 22:59:01

Ma se uno con un stipendio medio di € 1000 al mese deve pagare un mutuo,ciò non è padrone effettivo perche è proprietà della banca fin quando non si estingue un mutuo e un'altra di proprietà ,di cui non si riesce a vendere ,perchè le banche non fanno prestiti facili ,che deve regalarla allo stato se non si riesce a vendere.

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