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Niente black list con lo scontrino

del 29/01/2011
di: di Fabrizio G. Poggiani
Niente black list con lo scontrino
Per le cessioni documentate da scontrini e ricevute fiscali effettuate nei confronti di soggetti collocati in territori a fiscalità privilegiata, stante l'impossibilità di rilevare i dati necessari richiesti dal modello, il soggetto passivo italiano resta esonerato dall'obbligo di comunicazione. Questa una delle numerose risposte, anche già fornite, riepilogate dall'Agenzia delle entrate nella circolare n. 2/E di ieri, aventi a oggetto l'obbligo di comunicazione delle operazioni realizzate da soggetti passivi Iva con operatori economici collocati in paesi a fiscalità privilegiata (black list), di cui all'art. 1, dl. 25/03/2010, n. 40, convertito dalla legge 22/05/2010 n. 73.

Operazioni escluse. In relazione al numero cospicuo di risposte fornite (21 in tutto) si evidenzia, di seguito, le operazioni che per vari motivi restano escluse dalla comunicazione e di conseguenza non debbono essere inserite nel modello. Rientrano tra le escluse, le spese di trasferta (albergo, ristorante, trasporto) sostenute nell'ambito di paesi a fiscalità privilegiata dai dipendenti di imprese nazionali, purché collocate nel costo del personale, in ossequio ai principi contabili adottati dall'impresa. Restano fuori anche le prestazioni di servizi e le cessioni di beni effettuate da un rappresentante fiscale collocato in un territorio a fiscalità privilegiata per conto di un operatore economico (rappresentato) localizzato al di fuori di detti paesi, stante il fatto che la vera controparte dell'operazione è appunto un soggetto collocato in paese non incluso nella black list e le cessioni e gli acquisti di beni non soggetti a Iva (per esempio, l'acquisto di carburanti) effettuati direttamente all'estero da una stabile organizzazione nazionale, con sede in territori a fiscalità privilegiata.

Fuori anche le operazioni effettuate dai commercianti al dettaglio, quando le stesse sono certificate da documenti diversi dalle fatture (scontrini o ricevute fiscale), ai sensi dell'art. 22, dpr n. 633/1972, per effetto dell'impossibilità di rilevare i dati richiesti dal modello di comunicazione e le cessioni gratuite di beni non oggetto della propria attività (costo non superiore a 25,82 euro) realizzate con operatori collocati in paesi a fiscalità privilegiata.

Ravvedimento. Una risposta interessante riguarda i rapporti tra la comunicazione integrativa e l'applicazione del ravvedimento operoso, di cui all'art. 13, dlgs 472/1997; sul punto l'agenzia precisa che, una volta scaduti i termini per la presentazione della comunicazione, il soggetto passivo italiano, che abbia intenzione di rettificare o integrare la stessa, può presentare, entro il termine dell'ultimo giorno del mese successivo alla scadenza di quello fissato per la presentazione originaria, una nuova comunicazione completa, senza corresponsione di alcuna sanzione, dovendo solo barrare la casella «Comunicazione integrativa», apposta sul frontespizio del modello.

Per le presentazioni oltre detto termine si rendono applicabili le sanzioni contemplate dalla lettera a), del comma 1, dell'art. 11, dlgs 471/1997 (da 258 a 2065 euro) elevate al doppio; per evitarne l'applicazione, ricorrendone i presupposti, sarà possibile utilizzare l'istituto del ravvedimento, inviando per la prima volta il modello o sanando la trasmissione della stessa con dati incompleti o inesatti (è il caso dell'ottenimento dei codici fiscali e/o equipollenti in seconda battuta), senza procedere alla barratura della casella destinata alla comunicazione integrativa. Per il perfezionamento del ravvedimento, però, si rende inoltre necessario il versamento della sanzione indicata ridotta ad un ottavo del minimo, ai sensi della lettera b), comma 1, art. 13, dlgs 472/1997. Sul tema delle regolarizzazioni, la successiva risposta (§ 4.2) tratta la presenza di un errore scusabile con la possibilità di procedere a sanare la violazione entro il prossimo 31 gennaio, esclusivamente mediante l'invio di una comunicazione originaria e valida, ancorché incompleta e/o non esatta.

Operazioni straordinarie. Nel caso in cui il soggetto obbligato (dante causa) si estingue è il soggetto risultante (avente causa) che risulta tenuto alla presentazione della comunicazione se, al momento dell'effettuazione (effetto) dell'operazione, il termine di presentazione non è ancora scaduto, ancorché ci si riferisca ad operazioni effettuate in data anteriore dal soggetto estinto.

Nel caso in cui, con riferimento ad un determinato periodo, si renda necessario comunicare operazioni in parte eseguite da un soggetto estinto e in parte eseguite dal nuovo soggetto, quest'ultimo potrà trasmettere una comunicazione riepilogativa, in analogia di quanto disposto per le comunicazioni delle operazioni superiori a 3 mila (o 3.600) euro.

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