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Usuranti, pensione prima

del 29/01/2011
di: di Daniele Cirioli
Usuranti, pensione prima
Chi lavora in attività usuranti potrà andare in pensione prima. Lavori in gallerie, in cave e miniere, oppure in cassoni ad aria compressa, in spazi ristretti, a turni notturni e su linee catena sono alcune delle attività individuate come usuranti dallo schema di decreto legislativo per il pensionamento anticipato che ieri ha ricevuto il via libera dal consiglio dei ministri, in tempo utile dunque sulla scadenza della delega che il collegato lavoro ha procrastinato al prossimo 24 febbraio. Sul provvedimento saranno ascoltati i sindacati per essere poi trasmesso alla conferenza stato-regioni e alle commissioni parlamentari per il previsto parere.

Un ritardo di 18 anni. Potrebbe essere la volta buona, dunque. La volta buona che chi lavora in attività usuranti acquisisca prima il diritto ad andare in pensione. Una possibilità già prevista dall'ordinamento e sin dal 1993 (dlgs n. 374/1993), poi riformata dalla legge n. 335/1995 (riforma Dini), ma mai divenuta operativa. In considerazione della situazione di stallo (problemi legati alla mancata copertura finanziaria), la legge n. 388/2000 (finanziaria del 2001) aveva introdotto una disciplina transitoria consistente nella riduzione dei requisiti di età e contributi per l'accesso alla pensione. Di tale disciplina ne hanno usufruito i lavoratori che per il periodo successivo all'8 ottobre 1993 (data di entrata in vigore del dlgs n. 374/1993) avevano svolto prevalentemente mansioni particolarmente usuranti individuate dal dm 19 maggio 1999 (cosiddetto decreto Salvi dal nome dell'allora ministro del lavoro); e potevano far valere entro il 31 dicembre 2001 i requisiti per la pensione di anzianità o vecchiaia, utilizzando le riduzioni di età e di anzianità contributiva previste dalla normativa sui lavori usuranti. Pertanto, solo i lavoratori che hanno maturato il diritto alla pensione entro il 31 dicembre 2001 hanno potuto avvalersi dei benefici. D'allora (e fino ad oggi), quindi, esauriti gli effetti della disciplina transitoria e in mancanza dei provvedimenti attuativi necessari per rendere concretamente operativi «a regime» i benefici previdenziali della disciplina vigente (il dlgs n. 374/1993), i lavoratori occupati in mansioni usuranti sono privi di tutela specifica e non possono godere di alcun beneficio pensionistico.

Le nuove norme. Al fine di superare la situazione di «stallo», la legge n. 247/2007 (protocollo welfare) ha previsto la delega legislativa volta a concedere ai «lavoratori dipendenti impegnati in lavori o attività connotati da un particolare indice di stress psico-fisico», che maturano i requisiti pensionistici a decorrere dal 1° gennaio 2008, la possibilità di accedere anticipatamente alla pensione. Il termine per l'esercizio della delega, fissato al 30 maggio 2008, è stato prorogato dal collegato lavoro fino al 24 febbraio prossimo. E ieri il consiglio dei ministri ha approvato il provvedimento attuativo. Per la Uil «si completano, introducendo un elemento di equità, le riforme del sistema previdenziale di quest anni». La Uil ritiene necessario, nel corso dell'iter parlamentare, di allargare la platea dei beneficiari favorendo l'inclusione anche di figure come infermieri che lavorano di notte e lavoratori dell'edilizia che svolgono mansioni particolarmente esposte e faticose.

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