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Periti industriali e conciliatori

del 28/01/2011
di: La Redazione
Periti industriali e conciliatori
Periti industriali a breve conciliatori. Partiranno entro la fine di gennaio, infatti, i corsi di formazione obbligatoria (decreto n. 180 del 4 novembre 2010 del Ministero della giustizia) che permetteranno a tutti i periti industriali iscritti all'albo di ottenere il titolo di mediatore e avere un ruolo diretto nella risoluzione delle controversie civili. Dopo le intese appena siglate tra il Consiglio nazionale dei periti industriali e dei periti industriali laureati e tre Enti di formazione accreditati presso il Ministero della giustizia, la categoria è pronta a tagliare il traguardo del prossimo marzo quando, salvo rinvii, la conciliazione diventerà obbligatoria.

Tre, quindi, le convenzioni stipulate con organismi che operano su tutto il territorio nazionale: con l'ente formatore Adr Network, tra i primi ad essere accreditati dal Ministero della giustizia; con il Consilium Iustitiae che ha già al suo attivo collaborazioni con altre categorie professionali; con ILA, Istituto lodo arbitrale (in collaborazione con Wolters Klufer Italia).

Ogni corso, organizzato presso il collegio che ne farà richiesta, considerando che la durata minima è stabilita per legge in 50 ore, oltre a far ottenere il requisito di legge per lo svolgimento dell'attività di mediatore, potrà essere spendibile per maturare parte dei crediti formativi previsti dal regolamento della formazione continua dei periti industriali. Auspicando un criterio univoco di attribuzione il consiglio nazionale ha suggerito ai collegi provinciali l'assegnazione a questi corsi di 20 crediti ai fini della formazione continua degli iscritti.

D'ora in poi, quindi, ogni perito industriale che ne farà richiesta potrà partecipare ad un percorso formativo che, superata la prova di valutazione finale, consentirà di ottenere un attestato di mediatore civile professionista. Questo attestato, insieme ai requisiti previsti per legge, consente di richiedere l'iscrizione fino a un massimo di cinque organismi di conciliazione accreditati.

Nello stesso tempo il Consiglio nazionale ha avviato le procedure per la costituzione di un proprio organismo di conciliazione. L'obiettivo è infatti quello di diventare un organismo di riferimento per tutti i periti industriali che ottengano il titolo.

Da un punto di vista organizzativo il Cnpi sta anche vagliando la possibilità di consentire lo svolgimento della attività di mediazione dell'organismo centrale anche a livello periferico costituendo un network ad hoc formato dai diversi collegi provinciali. In questo senso il Cnpi garantirà ogni forma di supporto a tutti i collegi provinciali che vogliano costituire un proprio organismo di mediazione. «Tutti sono a conoscenza», dice il presidente del Cnpi Giuseppe Jogna, «del grande disagio che deriva dall'impossibilità di arrivare, in tempi ragionevoli, a dare giustizia ai cittadini nei contenziosi civili. Siamo testimoni di quanto può durare una causa per una divisione patrimoniale, ad esempio, così come la soluzione di contenziosi di condominio o di incidenti stradali. Una giustizia che tarda, anche decenni, non è giustizia. Ecco perché abbiamo accolto con grande favore l'introduzione dell'istituto della conciliazione obbligatoria e siamo pronti per organizzare un nostro organismo specifico che possa essere un punto di riferimento per tutti i periti industriali. Confido», chiude Jogna, «che i nostri iscritti colgano l'importanza di frequentare questi corsi, nella consapevolezza che in relazione alla specifica specializzazione e in alcuni settori specifici potranno svolgere con competenza questa funzione».

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