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Contro la cartella esattoriale si va dal giudice ordinario

del 28/01/2011
di: Debora Alberici
Contro la cartella esattoriale si va dal giudice ordinario
Sulle contestazioni delle sanzioni erogate dal concessionario della riscossione per illeciti diversi da quelli fiscali decide il giudice ordinario. Lo hanno sancito le Sezioni unite civili della Suprema corte di cassazione che, con la sentenza n. 1864 hanno dichiarato la giurisdizione dell'Ago, in una controversia concernente l'impugnazione di una cartella esattoriale emessa a seguito di una multa. Con una sentenza che va un po' in controtendenza rispetto alle ultime decisione della Suprema corte con le quali sembrava dilatarsi sempre di più la competenza delle Commissioni tributarie, è stata dunque accolta la tesi dell'Agenzia delle entrate che aveva sollevato un'eccezione di competenza della ctp adita in favore del giudice ordinario. Questo perché, ha motivato il Collegio esteso, «la giurisdizione delle Commissioni presuppone la natura tributaria della controversia, essendo stata, fra l'altro, dichiarata l'illegittimità della norma che riservava loro anche la cognizione delle sanzioni comunque irrogate dagli uffici finanziari». Il caso riguarda un cittadino che, dopo essere stato sottoposto a giudizio penale, era stato condannato al pagamento di una multa. Dopo l'inammissibilità del ricorso in Cassazione presentato da questo era scattata la cartella esattoriale da parte della società di riscossione, con tanto di sanzioni. L'uomo l'aveva impugnata di fronte alla commissione tributaria provinciale. Poi il fisco ha sollevato un'eccezione di giurisdizione sostenendo che la controversia avrebbe dovuto essere decisa dal giudice ordinario. Le Sezioni unite civili della Cassazione hanno confermato questa tesi, restringendo l'ambito di applicazione della giurisdizione tributaria alle sole controversie che riguardano sanzioni scaturenti, a monte, da un illecito strettamente fiscale. La decisione del Massimo consesso di Piazza Cavour si è allineata perfettamente alle richieste della Procura che, nell'udienza svoltasi al Palazzaccio lo scorso 11 gennaio aveva sollecitato che la causa fosse decisa dal giudice ordinario. Ora la decisione della commissione tributaria provinciale è stata cassata e la causa è stata rinviata al Tribunale che dovrà decidere, facendo ulteriori accertamenti, alla luce di quanto affermato dai giudici di Piazza Cavour. Il cittadino, fra l'altro è stato condannato a versare oltre 3 mila euro di spese per il giudizio di legittimità.

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