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Iva monofase, niente rettifica per il soggetto intermedio

del 28/01/2011
di: Franco Ricca
Iva monofase, niente rettifica per il soggetto intermedio
Nel regime Iva monofase, che prevede l'assolvimento dell'imposta soltanto dal primo operatore della catena economica, sulla base del prezzo di vendita al pubblico, i soggetti intermedi non hanno titolo per rettificare l'imposta in caso di mancato pagamento del corrispettivo da parte del cliente. Un simile diritto va escluso perché tutte le cessioni effettuate nell'ambito del regime speciale avvengono senza evidenza dell'Iva, già assolta a monte. Questo il principio che si desume dalla sentenza della corte di giustizia Ue depositata il 27/1/2011 nella causa C-489/09, promossa dai giudici nazionali in relazione a una controversia concernente il regime speciale monofase sui tabacchi lavorati contemplato dalla normativa belga, simile a quello previsto in Italia dall'art. 74, primo comma, del dpr 633/72. La controversia era stata instaurata da una società che esercita il commercio all'ingrosso di tabacchi lavorati, intervenendo come intermediaria nella circolazione di questi prodotti, la cui imposta viene assolta all'origine dal fabbricante (o dall'importatore) sulla base del prezzo finale al pubblico. Sia il fabbricante, sia gli intermediari, sulle loro fatture non evidenziano il tributo, ma specificano che l'Iva è stata assolta alla fonte e non detraibile. La società, in seguito alla perdita del credito vantato nei confronti di un cliente a fronte di cessioni di tabacchi lavorati, aveva chiesto all'amministrazione il rimborso dell'Iva, ma la domanda era stata respinta in ragione del fatto che, per tali cessioni, non era stata contabilizzata alcuna imposta, essendo questa stata assolta «a monte» dal produttore. Il giudice d'appello, dubitando della legittimità della norma speciale che preclude al fornitore intermedio il diritto al rimborso, investiva della questione la Corte di giustizia, che nella sentenza ha dichiarato anzitutto che il regime speciale in esame non viola la normativa comunitaria. Quanto al presunto contrasto con le norme in materia di base imponibile, denunciato dalla società, la corte ha osservato che nel regime speciale di cui trattasi i soggetti intermedi, da un lato, non versano ai loro fornitori alcun importo di Iva che possa essere portata in detrazione, dall'altro non sono debitori di alcuna imposta «a valle». Essi, pertanto, non possono chiedere alcun rimborso d'imposta in caso di mancato pagamento del prezzo di tali cessioni da parte dell'acquirente.

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