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Cisal, ora servono le vere riforme

del 27/01/2011
di: di Davide Velardi* * Segretario confederale Cisal
Cisal, ora servono le vere riforme
La crisi sembra superata o in via di superamento eppure l'Italia non riesce a prendere il brio necessario per riprendere la crescita ed uscire dal pantano in cui pare trovarsi.

Il segretario generale della Cisal Francesco Cavallaro commenta: «la crisi morde ancora il paese, vi è sofferenza notevole, ma non vediamo alcuna iniziativa concreta per il rilancio dei consumi, è innegabile che il potere di acquisto dei lavoratori, dei pensionati, sia stato fortemente compresso nel corso di questi anni e anche il blocco dei contratti del pubblico impiego oltre che a essere un ulteriore freno al mercato interno, appunto per la penalizzazione economica, ha avuto un forte impatto psicologico su una cospicua fetta di cittadini, e resta il fenomeno della disoccupazione giovanile che evidentemente è un ulteriore freno per le famiglie».

Il prezzo del petrolio e le dinamiche internazionali sono elementi che influenzano pesantemente le capacità di ripresa del paese, ma secondo la Cisal sono necessarie vere riforme e non il prosieguo della politica dei pannicelli caldi. Prosegue il segretario: «Occorrono scelte coraggiose e fortemente innovative, noi proponiamo di spostare in modo determinante e massiccio la tassazione dal reddito, che peraltro è sostenuto solo da chi non può sfuggire alle tasse e cioè i lavoratori dipendenti e i pensionati, al consumo, ponendo così limiti fortissimi alla evasione fiscale e contributiva e al tempo stesso incentivando decisamente i consumi interni, che sebbene sembra siano trascurati, in realtà sono lo strumento cardine per far riavviare la macchina del paese. Su tali aspetti presenteremo nelle sedi competenti, in modo dettagliato, le nostre proposte e ci attendiamo che il mondo politico si renda conto che ormai la misura è colma e faccia le scelte con decisione e cessi questo continuo cicaleccio sulla necessità di fare riforme, ma si metta mano sul serio assumendo decisioni volte a garantire ai cittadini italiani le opportunità alle quali hanno diritto».

Il delicato tema della rappresentanza sindacale che è stato da più parti citato spinge il Segretario a commentare «è ora che anche su questo tema ci sia una precisa scelta, la Costituzione italiana, a quanto mi risulta non è stata ne modificata ne archiviata e l'articolo 39 resta ancora inattuato e l'affannarsi intorno a percentuali di validità dei referendum o interessamenti delle parti datoriali su tali argomenti, anche se meritevoli di apprezzamento, non risolvono il problema che a oggi la materia necessità di un intervento coraggioso e condiviso, ma volto al ripristino di vere condizioni di democrazia, che ad oggi non sono sempre pienamente visibili».

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