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Rivalsa, urge la rivisitazione dell'istituto datato 1951

del 27/01/2011
di: a cura del Cdr
Rivalsa, urge la rivisitazione dell'istituto datato 1951
L'Ania rifiuta di trattare con lo Sna il rinnovo dell'Accordo nazionale imprese agenti, scaduto nel 2006. L'associazione delle imprese adduce a motivazione il fatto che le liberalizzazioni introdotte con la legge 40/2007 (cosiddetta Bersani), con particolare riferimento all'abolizione delle clausole di esclusiva nei mandati agenziali, avrebbero a tal modo modificato la figura stessa dell'agente, da far cadere i presupposti medesimi sui quali l'Ania si fondava. Una simile, pretestuosa tesi si inquadra perfettamente nella costante volontà delle compagnie di trasferire dal primo al secondo livello la trattative su temi che invece non possono, per loro propria natura, essere ricondotti unicamente ad accordi aziendali tra reti e mandanti. Fra questi, senz'altro si annovera il tema della rivalsa, istituto mai rivisto dal 1951, epoca del primo Accordo nazionale. «L'istituto della rivalsa», ricorda Vincenzo Cirasola, presidente del Gaa Generali, «rappresenta uno dei punti cardine nella disciplina del contratto di agenzia di assicurazione, non soltanto per il suo valore economico – in tempi di crisi, ancora più importante per i magri bilanci delle agenzie – ma anche e soprattutto per le difficoltà che sempre più incontra la sua concreta applicazione all'interno di numerose compagnie, compresa Generali, si stanno incontrando sempre più agenzie che non riescono più a pagare le rate e difficoltà ad affidare in gestione nuovi appalti, proprio per il peso economico delle rivalse. Peso divenuto in molti casi insopportabile per le stesse gestioni agenziali. Destinato ad aggravarsi anche per il perdurare del generale stallo economico». Il Gruppo agenti Generali ha appena concordato con l'Impresa un provvedimento in base al quale, dall'1/9/10 al 31/12/11, salvo proroghe, le agenzie che ne faranno richiesta potranno usufruire di un allungamento del periodo di rimborso della rivalsa, che passa così da dodici a quattordici anni fermo restando il piano originario dell'ammontare comunicato dalla compagnia. Ma questi locali «interventi tampone» non possono essere considerati risolutivi di questioni che riguardano un'intera categoria professionale. Conclude Cirasola: «È urgente una rivisitazione alla base dei principi e delle norme che presiedono la monetizzazione del portafoglio. Questa noncuranza alla negoziazione collettiva si sta riservando sul canale tradizionale, in particolare a discapito delle nuove generazioni, che si vedono costrette a pagare l'indennità di rivalse pari ad una somma superiore a quello che effettivamente è il valore del portafoglio. Lasciare che nuove generazioni agenziali vivano le conseguenze di inerzie non sarebbe leale».

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