Consulenza o Preventivo Gratuito

La deflazione inciampa sulla data dell'atto

del 27/01/2011
di: Fabrizio G. Poggiani
La deflazione inciampa sulla data dell'atto
Dal 1° febbraio scattano le riduzioni dei benefici inerenti all'utilizzo degli istituti deflattivi del contenzioso, ma la formulazione della norma non da certezze assolute, soprattutto se, per «emissione» del provvedimento, si debba intendere il momento di formazione e spedizione dell'atto o la notifica dello stesso.

Questo uno dei numerosi argomenti affrontati dal Consorzio studi e ricerche fiscali del Gruppo Intesa Sanpaolo che, con la circolare 25/01/2011 n. 1, interviene a commento delle principali disposizioni introdotte dalla legge 13/12/2010, n. 220 (legge di stabilità per il 2011).

Il documento in commento (si veda anche ItaliaOggi di ieri) analizza, come detto, le maggiori novità della legge di bilancio, dedicando ampio spazio alle modifiche introdotte sul ravvedimento operoso e sugli altri istituti deflattivi del contenzioso, di cui ai commi da 18 a 22, dell'articolo 1.

Innanzitutto, viene precisato che le modifiche hanno efficacia anche per gli istituti di adesione ai processi verbali di constatazione ed agli inviti al contraddittorio, mentre i commi 21 e 22 intervengono sulle decorrenze degli aumenti indicati da precedenti commi rispettivamente, per la conciliazione, con riferimento ai ricorsi presentati a decorrere dal prossimo 1° febbraio (comma 22) e, per gli atti definibili «emessi» dagli uffici dell'Agenzia delle entrate, a decorrere da tale medesima data (comma 21).

Come indicato anche dal documento in commento, la formulazione della norma ha fatto emergere numerose incertezze sull'individuazione dell'efficacia temporale della nuova disciplina sanzionatoria, non essendo chiara cosa ha inteso il legislatore per «emissione» del provvedimento ovvero se tale deve intendersi il momento in cui l'atto è materialmente formato (e spedito) dall'ufficio o quello in cui il contribuente ha preso formalmente conoscenza dello stesso (notifica).

È bene ricordare che il problema non si pone per tutti gli istituti in quanto, per la conciliazione, la modifica opera limitatamente ai ricorsi presentati dal 1° febbraio prossimo, dovendo far riferimento alla notifica del ricorso alla controparte e, per il ravvedimento operoso, le modifiche operano con riferimento alle violazioni commesse a partire da detta data (1/02/2010).

In effetti, la circolare ricorda che, per quanto concerne il ravvedimento operoso, il legislatore ha anche previsto il principio del «favor rei» (principio di legalità), di cui al comma 3, dell'art. 3, dlgs n. 472/1997, con il quale ha disposto che «… se la legge in vigore al momento in cui è stata commessa la violazione e le leggi posteriori stabiliscono sanzioni di entità diversa, si applica la legge più favorevole, salvo che il provvedimento di irrogazione sia divenuto definitivo …».

Per quanto concerne, invece, l'adesione agli inviti, all'acquiescenza e alla definizione agevolata delle sanzioni, permane il problema in quanto le nuove sanzioni si rendono applicabili agli atti «emessi» dagli uffici a decorrere dal 1° febbraio prossimo, dovendo far riferimento agli inviti al contraddittorio, agli atti di accertamento o agli atti di contestazione o irrogazione delle sanzioni; si pensi, per esempio, ad un atto predisposto dall'agenzia in data 25 gennaio, spedito in data 28 gennaio e notificato in data 10 febbraio 2011.

La circolare del centro studi ricorda che un problema analogo era emerso anche nel 2008, in quanto il dl n. 112/2008, convertito con modificazioni nella legge n. 133/2008, aveva esteso l'istituto dell'adesione anche ai verbali di constatazione (PVC), inserendo al comma 18-bis, dell'art. 83, un termine di decorrenza delle nuove disposizioni a partire dalla «consegna» dei verbali alla data di entrata in vigore del decreto; peraltro, il termine «consegna» è anche utilizzato come decorrenza dei 30 giorni richiesti per l'adesione, di cui al comma 2, dell'art. 5-bis, dlgs n. 218/1997.

Sul tema, l'Agenzia delle entrate (circolare 17/09/2008 n. 55/E) ha fornito un'interpretazione restrittiva del termine «consegna» affermando che la stessa «… debba essere eseguita direttamente nei confronti del contribuente o del suo rappresentante legale …» e che, nel caso di impossibilità ad effettuare detta notifica diretta per cause non imputabili all'organo verbalizzante, il contribuente perde la possibilità di utilizzare l'istituto deflattivo, di cui all'art. 5-bis, dlgs n. 218/1997.

Peraltro, si evidenzia che il riferimento all'«emissione» non trova corrispondenza con altre disposizioni procedimentali che disciplinano il perfezionamento dell'atto di adesione, di cui agli art. 2 e 3, dlgs n. 218/1997, a prescindere dal soggetto che attiva il procedimento (contribuente o ufficio), con la conseguenza che i termini per la definizione non possono che decorrere dalla notifica dell'invito a comparire formulato prima della notifica dell'atto di accertamento o dalla notifica dell'atto di accertamento.

vota