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Nuove sanzioni definibili con effetto immediato

del 27/01/2011
di: Duilio Liburdi
Nuove sanzioni definibili con effetto immediato
Nuove sanzioni sugli atti definibili con effetto immediato: laddove il contribuente richieda la definizione del processo verbale di constatazione, l'applicazione della sanzione ad un terzo del minimo dovrà tenere conto della emissione dell'atto di definizione da parte dell'ufficio finanziario. Con la conseguenza che l'onere più elevato nella misura fissata dalla legge di stabilità si applicherà anche in relazione ai controlli che si svolgono nel mese di gennaio. È questa una delle indicazioni che sono state fornite dall'amministrazione finanziaria nel corso di recenti incontri con la stampa specializzata in relazione alle previsioni contenute nella legge di stabilità per il 2011.

Innalzamento delle sanzioni per gli atti definibili. La legge n. 220 del 2010, come noto, riduce la convenienza dell'aspetto sanzionatorio correlato alla definizione di atti emessi dall'amministrazione finanziaria in relazione a tutti gli istituti deflattivi esistenti nell'ordinamento. In particolare, il comma 21 dell'articolo 1 della norma prevede che le disposizioni del comma 18 (che disciplina l'innalzamento delle sanzioni dovute in caso di accertamento con adesione e, conseguentemente, degli altri istituti che fanno riferimento alla adesione quali la definizione dei pvc e degli inviti al contraddittorio) si applicano con riferimento agli atti definibili emessi dagli uffici dell'Agenzia delle entrate a decorrere dal 1° febbraio 2011. Tralasciando l'aspetto prettamente giuridico in merito alla natura degli atti in questione con riferimento ai quali si potrebbe disquisire sul momento di notifica degli stessi, data che rileva per il perfezionamento di un atto recettizio, si tratta di comprendere cosa possa significare il concetto di emissione. Con particolare rilievo alle risultanze di un processo verbale di constatazione che, di fatto, viene consegnato al contribuente nel momento in cui si chiude la verifica e che, nei 30 giorni successivi, può formare oggetto di richiesta di emissione dell'atto che, in concreto, è un avviso di accertamento parziale che contiene le relative somme.

Sul punto, l'Agenzia delle entrate afferma che in relazione ai processi verbali di constatazione redatti dall'Agenzia delle entrate e della Guardia di finanza, non trovano applicazione le disposizioni del comma 20 dell'articolo 1 della legge n. 220 del 2010. Intanto, su tale aspetto, vi è da rilevare come il comma 20 disciplini in realtà le modifiche al sistema sanzionatorio nell'ambito del ravvedimento operoso nonché in relazione alle disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 472 del 1997 cosicché il riferimento corretto dovrebbe essere al comma 18 nel quale si richiama l'accertamento con adesione e, per rinvio, la definizione dei pvc con le nuove sanzioni di un sesto del minimo.

Ciò posto, l'Agenzia delle entrate interpreta la data di riferimento come il momento di emissione dell'atto di definizione e non come quello di consegna del processo verbale di constatazione. In tal senso, si riprende il modo del tutto letterale la formulazione dell'articolo 5 bis del decreto legislativo n. 218 del 1997 nonché quanto esaminato nella circolare n. 55 del 2008. Il tempo che intercorre tra la consegna del pvc e la richiesta del contribuente è al massimo di 30 giorni. La conseguenza pratica di tale indicazione è però che anche in relazione a verifiche che si sono chiuse alla fine del 2010 ovvero nel mese di gennaio del 2011 troveranno applicazione le misure meno favorevoli in termini di sanzioni. Infatti, una volta presentata la richiesta da parte del contribuente per la definizione, l'ufficio ha 60 giorni di tempo per la notifica dell'atto di definizione ma, come esaminato, la legge n. 220 del 2010, fa riferimento alla emissione degli atti cosicché la data spartiacque non sarà né quella di consegna del pvc né quella di notifica dell'atto di definizione. Si deve osservare come l'interpretazione dell'Agenzia delle entrate possa suscitare qualche perplessità in considerazione del fatto che, in linea di principio, proprio nel caso dei pvc si sarebbe potuto ragionare sul fatto che l'atto definibile è proprio il processo verbale che viene seguito dalla «liquidazione» delle somme dovute sulla base dei rilievi. Questo avrebbe dato certezza sulla applicazione delle norme precedenti in al le attività di controllo chiuse entro il 31 gennaio 2011.

Cumulo giuridico e ravvedimento. Un'altra indicazione pervenuta dall'amministrazione finanziaria ha riguardato il rapporto tra l'applicazione del cumulo giuridico e il ravvedimento operoso. È stato chiesto all'amministrazione finanziaria se, in caso di applicazione del principio del cumulo giuridico nella determinazione della sanzione in caso di violazioni ripetute per più periodi di imposta, potesse essere scomputato quanto versato dal contribuente a titolo di ravvedimento per alcune delle annualità nelle quali è stata commessa la violazione. In realtà la domanda presupponeva una ipotesi che, in concreto, appare difficile e cioè la sanatoria spontanea mediante ravvedimento e l'irrogazione di una sanzione per una violazione sanata. In ogni caso, viene affermato il principio che dalla sanzione unitariamente determinata non possono essere scomputate le somme versate mediante il ravvedimento.

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