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Esonero a voce, notaio salvo

del 12/12/2009
di: di Debora Alberici
Esonero a voce, notaio salvo
D'ora in avanti responsabilità limitata dei notai sulle visure catastali. Anche l'esonero a voce del cliente salva il professionista da un eventuale risarcimento in caso di problemi sull'immobile.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 25270 del 1° dicembre 2009, ha respinto il ricorso di una società che aveva dispensato a voce il notaio chiedendo espressamente di non fare le visure sull'immobile oggetto della compravendita per motivi di urgenza.

Dopo il pignoramento l'azienda aveva fatto causa al professionista sostenendo che almeno avrebbe dovuto avvertire circa i rischi connessi all'operazione.

Il tribunale di Roma aveva respinto le domande del cliente. La decisione era stata poi confermata dalla Corte d'appello capitolina. L'esonero dalle responsabilità era stato testimoniato da una persona presente che aveva sentito dire alle parti di tralasciare le verifiche sull'immobile, data l'urgenza di concludere l'affare. E questo era bastato ai magistrati romani per respingere la richiesta di risarcimento. La società ha impugnato questa decisione di fronte alla Suprema corte ma qui ha perso definitivamente la partita. La terza sezione civile lo ha infatti dichiarato inammissibile estendendo anche all'esonero a voce il principio che solleva da responsabilità i notai. In particolare, ha chiarito la sentenza, nel caso in cui il professionista «sia stato esonerato dalle attività accessorie» quali per esempio «le visure catastali e ipotecarie» allo scopo di «individuare esattamente il bene e verificarne la libertà, «deve escludersi la responsabilità professionale del notaio, in quanto tale clausola non può essere considerata meramente di stile essendo stata parte integrante del negozio». Ma c'è di più. In questi casi il titolare del sigillo non ha neppure «il dovere di consiglio» e cioè avvertire il cliente dei rischi che corre. Non cambia nulla se si riesce a provare l'esonero a voce. Anche in questo caso, ecco un interessante profilo di novità delle motivazioni, l'esonero è valido. Il Collegio lo dice a chiare lettere in sentenza: «È ben vero che nel caso in esame l'esonero del notaio non è stato sancito in una clausola scritta, ma tale circostanza non rileva ai fini della responsabilità, non essendo la forma scritta necessaria per la validità della clausola in oggetto».

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