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Basso credito all'Italia che investe

del 26/01/2011
di: di Roberto Lenzi
Basso credito all'Italia che investe
L'Italia batte la media Ue per propensione a lavorare in proprio, quota di imprese ad alto tasso di crescita e tasso di sopravvivenza delle imprese. Male la capacità della scuola di infondere lo spirito imprenditoriale e l'indice di attività dell'imprenditoriale femminile. Negativi anche i dati relativi alla le difficoltà nell'ottenimento del credito e ai tempi di attesa medi per i pagamenti. Siamo lontani dagli altri paesi per innovazione. Sono alcuni dei dati che emergono dal rapporto sull'attuazione dello Small Business Act (SBA) stilato dal ministero dello sviluppo economico (si veda ItaliaOggi di ieri).

Alta la propensione a mettersi in proprio. Gli italiani preferiscono mettersi in proprio rispetto alla prospettiva di un lavoro dipendente. La propensione a mettersi in proprio è del 39% in Italia rispetto al 31% nell'area europea. Le imprese italiane si collocano prevalentemente nella fascia dimensionale fino a nove addetti: le micro imprese costituiscono, infatti, il 94,7% del complesso del tessuto imprenditoriale nazionale, raggiungendo il peso massimo del 96,6% tra le attività dei servizi a fronte dell'81,1% per l'industria in senso stretto. La grande dimensione incide solo per lo 0,1%.

Scarsa influenza della scuola sullo spirito imprenditoriale. È pari al 41% la quota della popolazione, in Italia, che ha segnalato di avere avviato un'attività imprenditoriale grazie all'educazione scolastica ricevuta rispetto alla quota del 53% registrata dalla popolazione europea. La scuola italiana, quindi, non incide come nel resto d'Europa sullo spirito imprenditoriale dei giovani che si affacciano al mondo del lavoro.

Risultati negativi in termini di competitività e innovazione. L'Italia presenta indici estremamente negativi sul fronte della competitività e dell'innovazione nelle imprese. La percentuale di imprese che vendono o acquistano on-line è del 12% in Italia rispetto al 23,5% in Europa, la quota del personale delle pmi con istruzione terziaria risulta del 14% rispetto al 30,4%), la percentuale di pmi innovative in cooperazione con altre sul totale delle pmi è pari al 4,3% contro l'11,6%, mentre la quota di imprese che hanno nuovi prodotti ammonta al 54,4% in Italia e al 63,8% in Europa.

Più attenzione alle imprese con titolare extra-Ue. Tra le proposte che l'Italia ha portato in sede Ue spicca quella di introdurre forme di sostegno per la crescita delle imprese con titolare extra-comunitario attraverso forme di agevolazioni fiscali, di microcredito e semplificazione amministrativa, al fine di favorire l'inclusione sociale degli immigrati. Altra proposta riguarda quella di introdurre un «contratto di rete europeo» sul modello italiano che possa favorire le relazioni tra le pmi.

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