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Fisco municipale, la cedolare secca punta all'emersione dell'imponibile

del 26/01/2011
di: di Cristina Bartelli
Fisco municipale, la cedolare secca punta all'emersione dell'imponibile
Da un lato una perdita di gettito Irpef, nel 2011, pari a più di 3 miliardi di euro (3.068 mln di euro) dall'altra la scommessa dell'emersione di base imponibile pari a 3,4 mld di euro l'anno. Sono queste le cifre calcolate dalla ragioneria dello stato sul valore dell'operazione cedolare secca. Mentre l'Imu (l'imposta municipale propria) dal 2014 sommerà il gettito di quattro tributi (Irpef su redditi fondiari relativi a immobili non locati, addizionale regionale Irpef, Addizionale comunale Irpef, e Ici) per un valore di 11,5 mld.

Cedolare secca, spinta dall'emersione dal nero. I dati utilizzati dai tecnici della ragioneria del ministero dell'economia prendono come riferimento 30 mln di immobili. Di questi solo 2,7 mln risultano locate mentre 4,2 risultano tenute a disposizione I canoni di locazione al lordo delle deduzioni sono pari a 12.023 mln di euro, mentre quelli a canone concordato al netto delle deduzioni forfettarie vigenti sono pari a 740 mln di euro cui corrisponde un lordo di deduzioni pari a 1.244 mln di euro. Per il calcolo degli effetti della norma, gli esperti di via XX Settembre calcolano che l'opzione sia esercitata solo da quei contribuenti che conseguono un vantaggio fiscale. Tirando le somme dunque nel primo anno stimano una perdita di gettito Irpef pari a circa 3.068 mln di euro. Accanto va calcolata una stima di perdita di gettito relativa ad addizionali regionali e comunali pari rispettivamente a 141 mln di euro e di 47 mln. La perdita di gettito tocca anche l'imposta di registro e di bollo nei comuni ad alta intensità abitativa pari a 7 mln di euro.

Ma il governo scommette su due elementi: il vantaggio fiscale dell'applicazione della cedolare e l'inasprimento del regime sanzionatorio per i casi di omessa o infedele dichiarazione. Da questo mix deriverebbe una percentuale di emersione di base imponibile relativa a locazioni non dichiarate riguardanti gli immobili a uso abitativo tenuti a disposizione pari a 15% per il primo anno, 25% per il secondo e 35% per il terzo.

I redditi degli immobili che risultano a disposizione ammontano a 2.468 mln di euro di cui una rendita pari a 1.851 mln di euro.

Per i tecnici l'applicazione della cedolare e l'emersione dovrebbe arrivare a quota 3.414 mln di euro nei primi due anni e a 4.213 mln dal terzo in avanti. La voce di emersione degli affitti a cui si applica il 23% ammonta poi a 599 mln il primo anno, 999 mln il secondo e 1.398 mln di euro il terzo.

La cedolare secca è un regime di tassazione opzionale che sostituisce l'imposta sul reddito delle persone fisiche, le addizionali e l'imposta di bollo gravante sui contratti di locazione. Nel dlgs sul fisco municipale sono state fissate due aliquote al 20% per i contratti a canone concordato e del 23% per gli altri immobili

Imu, dote da 11 mld. Dal 2014 sarà istituita con deliberazione del consiglio comunale e sostituisce quattro tributi. Non si applica agli immobili costituenti abitazione principale. L'aliquota dell'Imu sarà fissata con la legge di stabilità. E potrà essere ridotta della metà in caso di immobile locato. I comuni potranno ridurre o aumentare la misura dell'aliquota in aumento o in diminuzione. La relazione tecnica indica ancora il valore di 0,2 punti percentuali. E ieri tra gli emendamenti proposti dall'Anci al vaglio del ministro per le riforme Roberto Calderoli è stato chiesto lo sblocco della variazione delle aliquote, «essenziale», spiegano dall'Anci, «per l'esercizio dell'autonomia impositiva».

L'imposta municipale secondaria che raggruppa invece Tosap, Cosap, imposta comunale sulla pubblicità e diritti sulle pubbliche affissioni vale, dalla somma delle singole voci, 1.000 mln di euro.

Le reazioni. Più tempo per il federalismo. è la richiesta formalizzata dal Terzo polo: servono sei mesi in più per lavorare alla riforma. La richiesta è arrivata attraverso un emendamento depositato in Senato al decreto milleproroghe. E nella maggioranza si profila l'ipotesi di valutare una proroga dei termini della delega della legge 42 ma non superiore a tre mesi. «Abbiamo chiesto sei mesi ma la Lega pare che si orienti per tre». Se si trova l'accordo «per me va bene», ha detto infatti il presidente della commissione Finanze del Senato, Mario Baldassarri (Fli). Sulla relazione è severo il giudizio del Pd: «La relazione tecnica della Ragioneria generale dello stato sulle coperture finanziarie del federalismo municipale conferma tutte le difficoltà nate dalle politiche economiche e fiscali di questi mesi». Lo ha dichiarato Francesco Boccia, deputato Pd e componente della Bicamerale sul federalismo.

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