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Lavoratori all'estero al bivio tra ravvedimento e rientri

del 12/12/2009
di: Andrea Bongi
Lavoratori all'estero al bivio tra ravvedimento e rientri
Anche le persone fisiche che hanno svolto attività di lavoro all'estero possono aver violato le disposizioni sul monitoraggio fiscale ed essere interessati alla valutazione degli effetti dello scudo fiscale. In molti casi sarà sufficiente un semplice ravvedimento operoso secondo le modalità agevolate previste dalla circolare n. 48/e del 2009, in altre situazioni invece sarà opportuno aderire proprio alla sanatoria prevista dall'articolo 13 del dl 78/2009.

Per fare chiarezza in questa delicata materia è intervenuta ieri la Fondazione studi dei consulenti del lavoro attraverso un parere interamente dedicato allo scudo fiscale e alle attività detenute all'estero da parte dei lavoratori dipendenti.

In primo luogo il lavoro della Fondazione prende in esame la posizione dei cosiddetti transfrontalieri e dei dipendenti di imprese multinazionali che potranno utilmente usufruire delle attenuazioni degli obblighi del monitoraggio fiscale previsti nella recente circolare n. 48/E del 2009. Per queste categorie di dipendenti infatti, se le attività finanziarie detenute all'estero consistono esclusivamente in depositi e conti correnti esteri necessari all'accredito degli stipendi percepiti, sarà possibile procedere alla semplice regolarizzazione della posizione attraverso una dichiarazione integrativa dei redditi Unico 2009 compilando il quadro RW, sezione II, con l'indicazione della consistenza del deposito o del conto corrente al 31 dicembre 2008. Ravvedimento che, stando alle ultime notizie, potrebbe essere allungato, proprio per queste particolari ipotesi, fino al 30 aprile 2010 (si veda l'articolo in pagina).

Ancora più defilata la posizione dei dipendenti del ruolo pubblico in servizio all'estero. Per questi ultimi infatti la semplice detenzione di disponibilità all'estero attraverso l'accredito degli stipendi o degli altri emolumenti derivanti dall'attività lavorativa, non costituendo violazione degli obblighi del monitoraggio fiscale, non comporta nemmeno la necessità del suddetto ravvedimento.

I lavoratori che invece non rientrano nelle tre categorie «privilegiate» sopra descritte, ricorda invece la Fondazione dei consulenti del lavoro, anche se gli stessi detengono all'estero soltanto depositi e conti correnti strumentali all'accredito degli stipendi, dovranno valutare l'opportunità di aderire allo scudo fiscale oppure, nell'ipotesi in cui le disponibilità estere siano state costituite solamente nel 2008, del ravvedimento operoso del modello Unico 2009 per sanare la mancata compilazione del quadro RW, sezione II.

La semplice correzione del quadro RW, con il solo pagamento della sanzione in misura fissa pari a 26 euro, non sarà invece possibile nemmeno per le tre categorie di lavoratori dipendenti privilegiati, qualora gli stessi detengano all'estero altre attività diverse da quelle meramente strumentali alla riscossione degli stipendi. In queste ipotesi infatti la violazione della disciplina del monitoraggio fiscale in relazione a tali ulteriori attività non potrà essere più ravveduta e dovrà essere valutata con attenzione la possibilità offerta dallo scudo fiscale pagando esclusivamente l'imposta sostitutiva pari al 5% delle attività stesse.

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