«Fare uno sforzo per tornare ad essere uniti». Tra i primi impegni del neo eletto presidente del Consiglio nazionale dei Geologi, Gian Vito Graziano, c'è quello di stemperare le conflittualità tra gli Ordini professionali per arrivare ad avere una un'unica rappresentatività. Una divisione, quella tra Comitato Unitario delle Professioni (Cup) e delle Professioni Area Tecnica (Pat) che il presidente Graziano ha stigmatizzato a Firenze in occasione del secondo forum organizzato per illustrare quello che non va sul decreto ministeriale Ntc 08 che contiene le nuove norme antisismiche. «Sono contrario al fatto che professioni tecniche si trovino separate tra Cup e Pat», ha detto ad ItaliaOggi. «Dobbiamo lavorare per tornare uniti. Presentarci separati non depone certo a favore». Non si sa ancora la data, ma nei prossimi giorni Graziano incontrerà la presidente del Cup, Marina Calderone. «Voglio capire quale siano stati i motivi della separazione e provare a trovare un percorso per arrivare all'unione di intenti. Da soli si ottengono sicuramente minori risultati, abbiamo un peso minore. Per questo dobbiamo superare gli ostacoli pregiudiziali, superare i conflitti all'interno dello stesso organismo e quelli relativi ai conflitti di competenze. Come quello storico tra geologi e ingegneri per gli aspetti geotecnici». Dal convegno di Firenze, i geologi sono usciti con le linee guida elaborate dal Consiglio nazionale dei Geologi per l'applicazione del Ntc 08 che si presta ad interpretazioni ambigue. «Ci siamo dati delle regole, un modello non impegnativo che può essere utilizzato sia da parte della pubblica amministrazione, sia da parte dei professionisti che redigono i progetti». Quello che non piace del decreto ministeriale entrato in vigore il 1 luglio 2009, in piena emergenza post terremoto dell'Aquila, sono gli aspetti legati alla diversa applicabilità della norma. «In diverse parti d'Italia le norma viene applicata in maniera diversa», spiega Graziano, «anche all'interno della stessa regione, per esempio i geni civili, la applicano in maniera diversa». Ma non c'è soltanto la legge a non andare bene. Non piace neppure la circolare applicativa per i laboratori. «C'è una minor attenzione alle problematiche geologiche, in particolare emergono problemi quando si parla di laboratori certificati. Abbiamo impugnato davanti al Tar una circolare per evidenti sovrapposizioni tra attività intellettuali e professione di geologo». Oltre alla questione dei laboratori, ben più importante è la vicenda relativa alla relazione geologica previsto nel dlgs 163/06. «Vogliamo impugnare il regolamento attuativo del decreto legge in quanto è stato tolto, nella strutturazione della relazione geologica, un passaggio per noi importantissimo. Quello relativo alla situazione prima e dopo la realizzazione di un'opera. La comparazione era prevista dal decreto legislativo e invece non c'è nel regolamento. Questo non è accettabile, oltre al fatto che per noi valutare la situazione prima e dopo è fondamentale per la realizzazione dell'opera stessa».