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Galan: zero rischi per l'etichettatura

del 25/01/2011
di: da Bruxelles Gianluca Cazzaniga
Galan: zero rischi per l'etichettatura
«Nessuno si sognerà mai di aprire una procedura d'infrazione contro l'Italia» a causa della nuova norma nazionale sull'etichettatura degli alimenti. L'ha ribadito il titolare delle politiche agricole, Giancarlo Galan, a margine della riunione ministri europei dell'agricoltura che si è svolta ieri a Bruxelles. Galan ha affermato che, nel complesso, la legge quadro approvata dal parlamento italiano «va bene». Il ministro ha poi precisato che, per attuare la legge quadro, nei prossimi mesi l'Italia dovrà adottare delle misure esecutive, settore per settore, e sottoporle al vaglio dell'esecutivo comunitario, una per una. «E se la Commissione dirà che su qualche punto non va bene, noi faremo la nostra battaglia», ha annunciato il ministro. «Qualche battaglia la vinceremo, qualcuna la perderemo». Ad esempio, Galan ha spiegato che introdurre l'etichetta d'origine per alcuni prodotti come la passata di pomodoro sarà abbastanza facile. Nel caso della carne suina e del latte e i suoi derivati, invece, la sfida sarà più difficile da vincere, anche se l'Italia vanta un alleato come la Francia sul fronte lattiero-caseario. Senza contare che, per prodotti come la pasta, portare a casa il risultato sarà «quasi impossibile». Ad ogni modo, durante la riunione di ieri il ministro ha colto dei segnali di apertura sulla necessità dell'etichettatura d'origine e della tracciabilità dei prodotti alimentari. «La crisi della diossina in Germania, che i tedeschi sono stati bravi a contrastare, individuando con esattezza i focolai e le cause, ha dimostrato a tutti che occorre l'etichettatura d'origine e la tracciabilità completa di tutti i prodotti», ha ricordato Galan, sottolineando che la posizione italiana ha ricevuto l'appoggio di alcuni paesi europei, tra cui Ungheria e Repubblica ceca. Nonché del commissario alla salute e i consumatori John Dalli, che è responsabile in materia di etichette alimentari. Anche se finora Dalli ha apprezzato alcuni aspetti della nuova legge italiana, nelle prossime settimane il suo ufficio esaminerà il testo della normativa per vedere se è compatibile con la legislazione comunitaria. Nel corso della riunione, inoltre, i 27 ministri dell'agricoltura hanno discusso la relazione della Commissione europea sull'alta mortalità delle api. Anche se dal rapporto si evince che la causa principale del fenomeno resta sconosciuta, il ministro italiano è convinto che «la moria sia causata dai pesticidi», quindi ha deciso di «continuare a bloccare il loro utilizzo».
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