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Iva, i rimborsi con la sostitutiva

del 25/01/2011
di: di Franco Ricca
Iva, i rimborsi con la sostitutiva
Ai fini del rimborso annuale dell'Iva, le società non potranno più attestare lo stato di operatività contestualmente alla richiesta, ma dovranno necessariamente farlo presentando una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, come previsto dalla circolare n. 146 del 1998. È una delle conseguenze della «dematerializzazione» della richiesta di rimborso, in seguito alla soppressione del modello VR e al ritorno della richiesta all'interno della dichiarazione annuale da trasmettere per via telematica.

La novità del 2011. Martedì prossimo, 1° febbraio, si apre la stagione del rimborso dell'Iva a credito risultante a saldo dell'anno 2010. Da tale data, e fino al termine di scadenza per la presentazione della dichiarazione annuale, sarà infatti possibile, per gli aventi diritto, presentare la richiesta di rimborso. La novità di quest'anno, evidenziata già nei giorni scorsi, riguarda le modalità della richiesta: non più attraverso il modello VR da presentare all'agente della riscossione, ma attraverso la dichiarazione annuale, che a tal fine contiene il nuovo quadro VR (le società controllanti, invece di tale quadro, devono compilare il prospetto PR). Tutti i creditori hanno facoltà di presentare la dichiarazione annuale in forma autonoma, sia se intendono utilizzare in compensazione l'eccedenza detraibile sia se intendono chiederne il rimborso. Naturalmente è interesse del contribuente avvalersi di questa facoltà, per conseguire prima il rimborso ovvero per poter accedere alla compensazione c.d. «orizzontale» (che, oltre la soglia di 10.000 euro, è effettuabile solo dal giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione). Va inoltre ricordato che se si presenta la dichiarazione annuale entro il mese di febbraio, non occorre presentare la comunicazione dati di cui all'art. 8-bis del dpr 322/98.

Gli effetti. La modifica dello strumento per la richiesta di rimborso (dal modello VR alla dichiarazione annuale) e delle modalità di inoltro (dalla consegna all'agente della riscossione alla trasmissione telematica) comporta alcune conseguenze. Anzitutto, è ora necessario compilare la dichiarazione annuale nella sua interessa, anticipando, ove possibile, anche le eventuali regolarizzazioni di violazioni commesse nel corso del 2010. Al riguardo, è da osservare che sarà comunque possibile, entro il 30 settembre 2011, trasmettere una dichiarazione «correttiva» della precedente (nonché, successivamente, inviare una dichiarazione integrativa). In considerazione di ciò, potrebbe risultare opportuno evitare di chiedere il rimborso (come pure effettuare la compensazione) dell'intero credito determinato in base alla dichiarazione annuale predisposta e trasmessa subitamente, riservando invece una quota per l'assorbimento di eventuali riduzioni derivanti dalla successiva rettifica di errori, da ravvedimenti, ecc. In secondo luogo, la riunificazione tra richiesta di rimborso e dichiarazione annuale fa venire meno i problemi che si verificavano, in passato, per via dello «sganciamento» delle due fasi (per esempio, il mancato avvio della procedura di rimborso a causa dell'omessa presentazione del modello VR, oppure, al contrario, l'omessa trasmissione della dichiarazione annuale dopo la presentazione del modello VR). Vi è, poi, l'effetto accennato in apertura. Fino all'anno scorso, attraverso il modello VR cartaceo, le società potevano attestare di non possedere i requisiti per essere considerate «di comodo» ai sensi della legge n. 724/1994 semplicemente compilando l'apposito spazio del modello stesso e allegando al medesimo la fotocopia del documento di identità del sottoscrittore (com'è noto, la condizione di «non operatività» nel periodo d'imposta implica, tra l'altro, la preclusione di ottenere il rimborso annuale dell'Iva). Questa possibilità non è più ammessa in quanto incompatibile con la «dematerializzazione» della richiesta di rimborso. Quest'anno, dunque, come precisano le istruzioni, le società devono barrare la casella del rigo VR8 per segnalare la condizione di operatività, ma successivamente dovranno presentare la dichiarazione sostitutiva di atto notorio per attestare l'assenza dei requisiti che qualificano le società e gli enti come non operativi, come previsto dalla circolare n. 146 del 10 giugno 1998. Si deve ritenere, in proposito, che l'eventuale mancata compilazione del rigo VR8 non sia di ostacolo al rimborso, purché la società attesti poi la condizione di operatività producendo la prescritta dichiarazione sostitutiva.

Le procedure di rimborso. La novità non ha invece alcun impatto sulle procedure di erogazione del rimborso. Nel campo 2 del rigo VR1, infatti, il contribuente potrà riportare la quota del credito richiesto a rimborso che intende ottenere con la cosiddetta procedura semplificata, erogata cioè direttamente dall'agente della riscossione entro il limite di 516.456,90 euro per anno solare (elevato a un milione per i subappaltatori in edilizia che hanno realizzato almeno l'80% del fatturato in regime di inversione contabile). Si rammenta che il predetto limite è unico sia per i rimborsi semplificati sia per le compensazioni orizzontali dell'anno solare; per esempio, chi chiede nel 2011 il rimborso semplificato di 300.000 euro, potrà effettuare nell'anno compensazioni orizzontali per 216.456,90 euro.

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