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Vies, screening provvisorio online

del 22/01/2011
di: di Cristina Bartelli
Vies, screening provvisorio online
Entro fine gennaio arriverà sul sito dell'Agenzia delle entrate il primo screening del Vies (Vat information exchange system). Gli utenti potranno dunque fare un primo controllo con una simulazione se il loro nome è già nel sistema oppure no. Per l'elenco definitivo si dovrà attendere fine febbraio. «Con la simulazione di fine mese», spiega a ItaliaOggi Rodolfo Caminiti, capufficio direttive della direzione accertamento dell'Agenzia delle entrate, «contiamo di aver inserito un numero significativo di contribuenti che hanno superato lo screening. L'elenco non sarà definitivo fino a quando non ci saranno anche quelli che hanno chiesto l'inserimento a ridosso dell'operazione di manutenzione o fino a quando non avremo i dati necessari delle lavorazioni nei giorni di febbraio». Una pulizia dell'archivio delle partite Iva che potrebbe creare delle difficoltà, non nel lungo periodo, ma, piuttosto, nella fase di transizione di queste settimane. Prima della normativa comunitaria, infatti, nell'archivio in carico all'agenzia delle entrate, trovavano indiscriminatamente ingresso anche soggetti che magari non effettuavano alcun tipo di operazione commerciale con i partner comunitari. Ora, con le nuove regole, ci sarà posto solo per quei soggetti che, al contrario, hanno fatto istanza e sono stati autorizzati ad effettuare le operazioni intracomunitari, avendo dimostrato di avere requisiti di affidabilità e di aver superato una serie di esami. E per la specificità del nuovo archivio l'Agenzia delle entrate frena la corsa alla presentazione dell'istanza di queste settimane. «Non c'è nessuna data limite del 29 gennaio per l'adempimento», chiarisce Caminiti, «le istanze possono pervenire prima, durante e dopo il 29 gennaio. È un'opportunità che l'Agenzia dà a chi ha finalità commerciali e ha interesse a effettuare operazioni intracomunitarie». Non c'è in effetti nessuna scadenza ma piuttosto un termine mobile derivante dall'indicazione nel provvedimento che la pulizia dell'archivio deve essere effettuata «entro il 28 febbraio». Ma potrebbe anche essere completata prima. Per tutti gli altri, dunque, l'idea che serpeggiava tra gli operatori, «nel dubbio mi faccio il Vies», è solo un appesantimento del lavoro degli uffici e soprattutto fa entrare l'impresa in un circuito di controlli e di monitoraggio pressoché continuo. Chi non effettua operazioni commerciali intracomunitarie non ha dunque alcun motivo di richiedere l'iscrizione al Vies. ma si espone al rischio non solo dei controlli a tempo, come fissati dai due provvedimenti attuativi del sistema, ma anche ai controlli che possono sfociare in verifiche di tipo ordinario. Infine il compito di effettuare i controlli spetterà agli uffici territorialmente competenti. Al momento resta il nodo della presentazione dell'istanza, il provvedimento utilizza il termine direttamente per la consegna dell'istanza. L'interpretazione che forniscono gli operatori, stante il tenore letterale e il significato dell'espressione , è di consegna a mano all'ufficio. La speranza degli operatori è che con la circolare, cui sta lavorando l'Agenzia delle entrate, arrivino dei chiarimenti e si possa prevedere un qualche altro metodo che semplifichi le procedure per gli interessati. E proprio la necessità di presentazione «brevi manu» dei modelli cartacei presso gli uffici dell'Agenzia (si veda ItaliaOggi di ieri) potrebbe congestionare l'attività tanto degli intermediari quanto della stessa amministrazione finanziaria. È quanto spiegano a ItaliaOggi le cinque associazioni di artigiani e pmi facenti parte di Rete imprese Italia. «Parliamo di un adempimento attuato il 29 dicembre 2010», commenta Claudio Carpentieri, responsabile fiscale della Cna, «e che mette a disposizione dei soggetti destinatari un lasso temporale davvero esiguo, cioè un mese, peraltro a fronte di chiarimenti che ancora non ci sono. A differenza di quanto avvenuto lo scorso anno per la riforma della territorialità Iva, quando c'era una scadenza imposta dalla normativa europea, stavolta il regolamento Ue n. 904/2010 non fissava una data repentina. Sarebbe stato meglio dare più tempo: un mese in più non avrebbe inciso sull'attività di controllo, ma avrebbe permesso alle imprese di operare con più tranquillità e certezze». «Vanno ricercate soluzioni in grado di conciliare le esigenze di controllo e di contrasto alle frodi con quelle degli operatori che non possono permettersi, in un mercato iperconcorrenziale, di rimandare l'evasione di ordini», afferma Andrea Trevisani, direttore politiche fiscali di Confartigianato. «Una delle principali criticità è legata, infatti, alla impossibilità di operare in ambito intraUe nei 30 giorni previsti per il controllo. Sarebbe stato più utile concedere tale facoltà all'atto della richiesta eprevedere l'irrogazione di successive sanzioni in caso di abusi». Considerazioni analoghe da Antonio Vento (Confcommercio), che aggiunge come «commesse e forniture commerciali possono presentarsi anche in maniera occasionale o non prevedibile, pertanto anche le imprese che non effettuano abitualmente operazioni intraUe dovrebbero presentare la domanda. Una possibile soluzione potrebbe essere quella di trasmettere la richiesta attraverso le annotazioni alla modulistica Iva». Un altro ipotizzabile fenomeno di congestione è legato ai dubbi gravanti su alcune tipologie di imprese. «Andrebbe confermato dall'Agenzia, per esempio, che coloro i quali hanno compilato gli elenchi Intrastat con riferimento ai servizi saranno automaticamente inseriti nel Vies e potranno effettuare anche cessioni di beni senza presentare l'apposita istanza», evidenzia Beniamino Pisano (Casartigiani). Per ovviare a tutte queste criticità, c'è chi intravede la soluzione nel confronto preventivo. «I controlli preventivi sulle partite Iva sono sacrosanti, noi stessi li avevamo sollecitati in passato. Ma così come è giusto salvaguardare le finalità di prevenzione del nuovo adempimento, pari considerazione merita la tutela dell'attività degli operatori», chiosa Marino Gabellini (Confesercenti).
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