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Catasto, in regola entro il 31 marzo

del 21/01/2011
di: di Fabrizio G. Poggiani
Catasto, in regola entro il 31 marzo
Per la regolarizzazione dei fabbricati non censiti c'è tempo fino al prossimo 31 marzo per procedere alla relativa regolarizzazione a cura dei proprietari e/o titolari dei diritti reali.

Questa la boccata di ossigeno, concessa dal dl n. 225/2001 ai proprietari e/o titolari dei diritti reali sugli immobili che non risultano iscritti in catasto o che hanno perduto i requisiti di ruralità, di cui all'art. 9, dl n. 557/1993, riguarda esclusivamente gli immobili inseriti negli elenchi dell'Agenzia del territorio tra l'1/1/2007 e il 31/12/2009.

Per quanto concerne il termine per la regolarizzazione, il comma 36, dell'art. 2, dl n. 262/2006, convertito nella legge 286 del 2006, aveva fissato in sette mesi lo stesso, con ulteriore proroga al 31/12/2010 a cura dell'articolo 19, del dl 31/05/2010, n. 78; con il comma 1, dell'art. 1, del dl n. 225/2010 (cosiddetto decreto «milleproroghe»), all'esame del Senato, il legislatore ha previsto un ulteriore slittamento al prossimo 31 marzo, con un mese in più a disposizione (29/4/2011) per i proprietari e i titolari di diritti reali di immobili, intercettati e indicati sul recente comunicato del territorio (Gazzetta Ufficiale 29/9/2010).

Il nuovo termine è utilizzabile anche dai contribuenti proprietari di immobili che, ancorché dichiarati in catasto, hanno subito variazioni sostanziali di destinazione e/o di consistenza, con possibile variazione della rendita attribuita, mentre il nuovo termine non si rende operante, come detto, per gli immobili inseriti negli elenchi successivamente alla data del 31/12/2009, per i quali resta operante il termine ordinario di sette mesi (si veda il termine del 29/4/2011, disposto per gli immobili indicati nella recente lista del 29 settembre scorso).

Di conseguenza, posta la possibilità di far slittare ulteriormente detti termini attraverso l'emanazione di appositi decreti, come indicato dal decreto di proroga, si conferma anche la possibilità che detto termine possa slittare ulteriormente fino alla fine di quest'anno.

La regolarizzazione, però, concerne soltanto l'accatastamento, che dovrà essere effettuato ai sensi del comma 7, dell'art. 1, del decreto ministeriale 19/4/1994 n. 701, tramite professionisti tecnici abilitati utilizzando la nota procedura Docfa, ma non prevede una specifica sanatoria né per gli abusi edilizi, né per l'omissione, parziale e/o totale, del versamento di imposte (Irpef) e di tributi (Ici).

Di conseguenza, la procedura permette di regolarizzare, entro le nuove scadenze, esclusivamente l'omessa presentazione della denuncia della nuova costruzione e/o della variazione della consistenza e/o della destinazione, con l'ulteriore incognita se, in caso di inerzia da parte del proprietario e/o titolare, la rendita attribuita in via «transitoria» sia contestabile e nel rispetto di quale termine, in assenza di specifiche indicazioni. Una volta aggiornati i dati catastali, attraverso l'interscambio operante tra il Territorio e i comuni, questi ultimi potranno effettuare le relative verifiche di conformità a livello urbanistico della costruzione e, soprattutto, procedere al recupero dei tributi (Ici, in particolare) non versati per gli anni non ancora prescritti, con emissione dei relativi avvisi di liquidazione; con la stessa emersione, anche le Entrate potranno potenzialmente procedere a richiedere le imposte pregresse dovute sui valori degli immobili regolarizzati.

Detta situazione potrà risultare un forte deterrente per i contribuenti, sia per l'emersione di possibili abusi edilizi che per il potenziale recupero delle imposte, dei tributi, delle sanzioni e degli interessi dovuti per i periodi pregressi, ricordando che le disposizioni di riferimento fanno retrocedere la validità della nuova rendita a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo alla data a cui riferire la mancata presentazione della denuncia catastale o, in mancanza, dal 1° gennaio dell'anno di notifica della richiesta, attualmente da considerare come inserimento negli elenchi pubblicati a cura del Territorio.

Peraltro, resta impregiudicata la previsione, in caso di inerzia del contribuente, che alla regolarizzazione faccia fronte lo stesso Territorio, anche mediante l'utilizzo di professionisti tecnici iscritti agli Ordini professionali (Agenzia del territorio, circolare n. 3/T del 2010), in surroga e con spese a carico dei contribuenti, con applicazione delle relative sanzioni, di cui all'art. 31, rdl n. 652 del 1939; sul punto è opportuno ricordare che l'accertamento scatterà a partire dal 1° aprile prossimo e che è in fase di attuazione la cosiddetta «Anagrafe immobiliare integrata» (A.I.I.) che permetterà di individuare, per ogni proprietario o titolare di diritti reali, tutte le caratteristiche degli immobili posseduti.

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