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Pronto il modello Cud per il 2011

del 18/01/2011
di: di Daniele Cirioli
Pronto il modello Cud per il 2011
Pronto il modello Cud/2011. Tra le novità i nuovi campi in cui i datori di lavoro devono dettagliare i dati relativi a lavoro notturno e straordinario svolto dai dipendenti negli anni 2008 e 2009. Ciò che servirà ai lavoratori per recuperare l'eventuale maggior imposta Irpef pagata sulle prestazioni, e non dovuta per effetto della detassazione. Lo rende noto l'agenzia delle entrate in un comunicato stampa diffuso ieri. Sempre ieri è arrivata la richiesta dei consulenti del lavoro: la scadenza del 28 febbraio per la presentazione del Cud/2011 va prorogata di almeno un mese.

Le novità. Le novità riguardano, fondamentalmente, la rendicontazione delle somme erogate per l'incremento della produttività del lavoro (cosiddetta «detassazione» che una volta riguardava solo gli straordinari e poi estesa, di principio, a qualunque somma finalizzata a incrementi di produttività, innovazione ed efficienza organizzativa o di redditività dell'impresa), che sconta la tassazione Irpef ridotta: 10% in tutto. Nel corso dell'anno 2010, l'agenzia delle entrate (in accordo con il ministero del lavoro) ha chiarito che la nuova disciplina vale anche per il lavoro notturno e per il lavoro straordinario. Il chiarimento è arrivato con effetto retroattivo, cioè anche per gli anni passati. Ciò, evidentemente, ha reso necessario attivare una procedura per consentire ai lavoratori di venire in possesso dell'Irpef (eventualmente) pagata in eccesso rispetto all'aliquota agevolata del 10%. Una possibile procedura è quella della certificazione, nel Cud/2011, anche delle somme relative agli anni 2008 e 2009 così da permettere ai lavoratori di recuperarle mediante dichiarazione dei redditi (modello 730 o Unico). A questo scopo, dunque, il modello Cud/2011 prevede nuovi campi, ossia i punti da 89 a 92. Nei punti 92 bis e 92 quater, rispettivamente, il datore di lavoro dovrà indicare le somme erogate negli anni 2008 e 2009 e soggette alla detassazione, sulle quali sia stata applicata la tassazione ordinaria. Le istruzioni al modello precisano che «il sostituto dovrà procedere alla compilazione dei suddetti punti anche qualora abbia già certificato al dipendente detti importi a seguito della risoluzione n. 83 del 2010» (si veda ItaliaOggi del 18 agosto 2010). In caso di cessazione del rapporto di lavoro, prima della predetta risoluzione (entro il 17 agosto 2010), il lavoratore può chiedere al datore di lavoro la consegna di una nuova certificazione (utilizzando il Cud/2011) con indicazione, nel punto 92 sexies, dei redditi di competenza del 2010 tassati ordinariamente e che possono essere assoggettati a imposta sostitutiva (10%). Con riferimento agli importi indicati nei punti 92 bis, 92 quater e 92 sexies, inoltre, nelle annotazioni (codice BY) andrà certificato che tali somme sono state erogate a titolo di incremento della produttività del lavoro e che su tali importi non è stata applicata la minore tassazione fiscale. Tale certificazione assolve all'obbligo del rilascio di un'apposita dichiarazione, che è stato previsto dalla circolare n. 47/2010.

Inoltre, nel punto 92 ter andrà indicato l'importo relativo a straordinari e premi di produttività erogati nel 2008; nel punto 92 quinquies quello relativo alle somme per incremento di produttività erogate nel 2009. Infine, le istruzioni dispongono che, nel caso di cessazione del rapporto di lavoro prima del 2010 e in presenza di una richiesta da parte del lavoratore, il datore di lavoro che ha erogato compensi negli anni 2008 e/o 2009 è tenuto al rilascio del Cud/2011 per l'attestazione dei predetti importi, qualora sia obbligato alla presentazione del modello 770/2011 semplificato.

I consulenti chiedono la proroga. La scadenza del 28 febbraio per la presentazione del Cud/2011 va prorogata di almeno un mese. È questa la richiesta del consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro e scaturisce dal fatto che le istruzioni definitive sono state approvate in prossimità della scadenza di consegna della certificazione ai lavoratori. I professionisti e le imprese hanno la necessità di studiare le novità che riguardano il modello, spiega il comunicato stampa, e attendere che le società di software adeguino i programmi. Poco più di 40 giorni, dunque, son pochi per gestire al meglio questo importante adempimento.

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