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Diossina dalle uova d'oro

del 13/01/2011
di: Vincenzo Lucarelli
Diossina dalle uova d'oro
La diossina, evocata dalle ultime importazioni avicole dalla Germania, ha contaminato questa volta uova e allevamenti, fino a richiamare alla nostra memoria l'infausto caso Seveso della Lombardia nei primi anni dalla vigente riforma sanitaria, a far data dal 1978. Allora, i meccanismi di inquinamento ambientale (e il modo di prevenirne i danni a carico della salute) si conoscevano poco, spesso a malapena. Ma oggi, con lo sviluppo della ricerca scientifica e tecnologica, le cose dovrebbero essere alquanto diverse, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza alimentare da tenere sotto stretta osservazione e controllo. Tanto più che il nostro paese, per sua fortuna, è autosufficiente nella disponibilità di carni e pollame, con una produzione accertata di 1,2 milioni di tonnellate l'anno. Quanto alle uova in commercio, con 13 miliardi di pezzi prodotti in Italia, il consumo nazionale importa dall'estero poco o niente. Tant'è vero che la percentuale è irrilevante e anche di facile monitoraggio igienico-sanitario fino al consumo. Tuttavia, l'episodio conferma serietà, professionalità e tempestività di intervento specifico da parte dei Nas e dei centri specializzati di peculiari analisi chimiche. Comunque, l'argomento è propizio perché, ancora una volta, richiama l'attenzione sulla sicurezza toutcourt, non solo alimentare, con estensione agli ambienti di vita e di lavoro, dove in qualche caso l'igiene scarseggia se vengono meno gli accorgimenti di prevenzione prescritti.

Peraltro, proprio in questi luoghi di lavoro, per una serie di emergenze e variabili ambientali, la capacità di salute può essere a rischio sia per quanto riguarda le modalità organizzative della produzione, sia con riferimento alla carenza di responsabili locali della sicurezza (Rls), a corto di quella formazione specifica, oggi prevista dall'art. 37 commi 10 e 11 del dlgs n. 81/08, modificato un anno fa per lasciare ai datori di lavoro, con successivo decreto legislativo 38/2009 n 106 (modifiche apportate al comma 12 dell'art. 37 del dlgs n 81/08) con cui la formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione, con gli organismi paritetici (ove presenti nel settore e nel territorio in cui si svolge l'attività del datore di lavoro) durante l'orario di lavoro e non può comportare oneri economici a carico dei lavoratori.

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