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L'Iva resta ordinaria

del 12/01/2011
di: di Franco Ricca
L'Iva resta ordinaria
La richiesta di rimborso infrannuale «riallinea» le liquidazioni periodiche dei contribuenti che hanno affidato a terzi la tenuta della contabilità. Per la determinazione dell'eccedenza detraibile e per la verifica dei presupposti di accesso al rimborso, infatti, si deve tenere conto delle operazioni attive e passive registrate nei tre mesi che costituiscono il trimestre, rettificando dunque la sfasatura dovuta al particolare meccanismo di effettuazione delle liquidazioni consentito ai predetti contribuenti. Lo ha chiarito l'Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 6 dell'11 gennaio 2011. Il quesito era stato posto da una società che, avendo affidato a terzi la tenuta della contabilità, si avvale del metodo di liquidazione periodica previsto dall'art. 1, comma 3, del dpr n. 100/98, che consente di fare riferimento, ai fini del calcolo della differenza di imposta relativa al mese precedente, all'imposta divenuta esigibile nel secondo mese precedente (anziché nel mese precedente). Ciò premesso, la società chiedeva di sapere se, al fine di verificare l'esistenza dei presupposti per il rimborso Iva infrannuale e determinare l'ammontare rimborsabile, dovesse prendere in considerazione, per esempio per il primo trimestre, i risultati delle liquidazioni mensili di dicembre, gennaio e febbraio, seguendo il meccanismo speciale di liquidazione, oppure le registrazioni effettuate nel trimestre gennaio, febbraio e marzo. Nella risposta, l'Agenzia chiarisce anzitutto che il particolare metodo di liquidazione previsto dalla citata disposizione non comporta un differimento dei termini di registrazione né dell'esigibilità dell'imposta, ma soltanto una diversa base di calcolo dell'imposta relativa a ciascuna liquidazione periodica, ai cui fini si assume infatti l'Iva divenuta esigibile, anziché nel mese precedente, nel secondo mese precedente e gli acquisti registrati nel medesimo periodo. Il sistema comporta quindi uno sfasamento temporale che viene corretto in sede di dichiarazione annuale, ove emerge, di norma, un conguaglio a debito o a credito; come chiarito nella circolare n. 92 del 1999, infatti, nella dichiarazione annuale devono essere comprese esclusivamente le operazioni effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre dell'anno. Passando al quesito, concernente l'applicazione delle disposizioni dell'art. 30 e 38-bis sul rimborso del credito infrannuale dell'Iva, l'Agenzia esprime l'avviso che, ai fini della determinazione dell'eccedenza Iva rimborsabile per il primo trimestre, restando all'esempio, si debba fare riferimento alla differenza tra l'imposta esigibile relativa alle operazioni attive registrate nei mesi di gennaio, febbraio e marzo e all'imposta detraibile relativa agli acquisti registrati nello stesso periodo. Allo stesso modo si dovrà operare anche per verificare l'esistenza dei presupposti di accesso al rimborso di cui all'art. 30, lettere a), b), c) ed e) del dpr 633/72. La risoluzione avverte infine che, nelle liquidazioni e registrazioni successive, il contribuente dovrà tenere conto dell'eventuale sfasamento tra il totale degli importi effettivamente liquidati per il trimestre di riferimento e l'importo a credito risultante dalle operazioni registrate nel medesimo trimestre e chiesto a rimborso.
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