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Rc auto, per italiani e extraUe pari diritti

del 12/01/2011
di: di Debora Alberici
Rc auto, per italiani e extraUe pari diritti
D'ora in poi nell'infortunistica stradale gli extracomunitari avranno gli stessi diritti degli italiani. Infatti, a prescindere dalla condizione di reciprocità con il paese d'origine, lo straniero può presentare azione diretta per il risarcimento del danno morale nei confronti dell'assicuratore per la rca o nei confronti del Fondo di garanzia per le vittime della strada.

Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 450 dell'11 gennaio 2011, ha accolto il ricorso di una donna albanese che, dopo aver perso il figlio in un incidente stradale, aveva presentato all'assicurazione un'azione diretta per il risarcimento del danno senza dimostrare la condizione di reciprocità e cioè che anche in Albania agli italiani sia garantito lo stesso diritto.

Ma non solo. In queste lunghe e interessanti motivazioni la terza sezione civile della Cassazione ha inoltre sottolineato che i parenti hanno diritto all'azione diretta anche se al momento dell'incidente si trovavano all'estero. E ancora, hanno senz'altro diritto al danno non patrimoniale e quindi anche a quello morale.

Al contrario, ecco un'altra interessante precisazione, l'extracomunitario non potrà far valere negli stessi termini, e cioè in assenza della condizione di reciprocità, il danno da perdita o danneggiamento di cose (generalmente il veicolo). Insomma in fondo alle lunghe motivazioni i giudici hanno affermato un nuovo principio di diritto. «Interpretando l'art. 16 delle preleggi», si legge, «alla luce degli artt. 2, 3 e 10 Cost. per il principio della gerarchia delle fonti, poiché costituiscono diritti inviolabili della persona umana sia il diritto alla salute e all'integrità psicofisica sia il diritto ai rapporti parentali-familiari il risarcimento dei danni (patrimoniali e non patrimoniali) subiti dallo straniero (anche extracomunitario) in conseguenza della lesione di tali diritti, può essere fatto valere con l'azione risarcitoria, indipendentemente dalla condizione di reciprocità di cui all'art. 16 delle preleggi, senza alcuna disparità di trattamento rispetto al cittadino italiano, e quindi non solo contro il danneggiante (o contro il soggetto tenuto al risarcimento per fatto altrui), ma anche con l'azione diretta nei confronti dell'assicuratore o del Fondo di garanzia per le vittime della strada».

La vicenda riguarda un ragazzo albanese investito e ucciso da un automobilista italiano mentre rientrava a casa in bicicletta. La madre, all'epoca dei fatti in Albania, aveva, mediante un procuratore speciale, chiesto il danno morale per la morte del figlio e lo aveva fatto con un'azione diretta nei confronti dell'assicurazione. Prima il tribunale e poi la Corte d'appello di Napoli avevano bollato la domanda come inammissibile perché la donna non aveva provato la condizione di reciprocità. A questo punto lei ha fatto ricorso in Cassazione e questa volta ha vinto.

La terza sezione civile lo ha accolto affermando un nuovo e importante principio di diritto. Ora gli atti torneranno alla Corte partenopea per la decisione definitiva.

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