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Concertazione ancora d'obbligo

del 12/01/2011
di: di Francesco Cerisano
Concertazione ancora d'obbligo
La concertazione con i sindacati è ancora obbligatoria. Negli enti locali, così come nella amministrazioni centrali dello stato. Perché in materia di contrattazione collettiva la legge Brunetta (dlgs 150/2009), che ha mandato in soffitta l'obbligo di accordo con i sindacati (sostituendolo con la semplice comunicazione), si applica solo dalla tornata contrattuale successiva a quella in corso.

Lo ha deciso il tribunale di Roma (terza sezione lavoro) con la sentenza n.687/2011 del 7 gennaio con cui ha accolto il ricorso della Flp (Federazione lavoratori pubblici e funzioni pubbliche) contro l'Agenzia delle dogane, rea di aver dato il proprio benestare al passaggio tra aree funzionali di 544 dipendenti, senza preventivo assenso dei sindacati. Un errore, ha riconosciuto il tribunale, in cui le Dogane sono state indotte dalla circolare n. 7/2010 della Funzione pubblica che invece aveva sostenuto l'immediata applicabilità delle norme sulla partecipazione sindacale. Ne consegue dunque la piena legittimità delle disposizioni dei contratti collettivi vigenti che prevedono la concertazione. Tali norme, ha spiegato il giudice monocratico capitolino, «non potranno dirsi affette da nullità sopravvenuta per contrasto con norme imperative» perché «il nuovo assetto dei poteri organizzativi e gestionali, nella parte in cui tocca profili oggetto di contrattazione collettiva, non è immediatamente operativo, o meglio opera, ma nel rispetto delle previsioni contrattuali vigenti».

Di qui la decisione del tribunale di dichiarare la condotta antisindacale dell'Agenzia. «L'inosservanza degli obblighi di informazione e concertazione», si legge nella sentenza, «costituisce infatti un comportamento antisindacale in quanto lede una delle prerogative più tipiche delle organizzazioni sindacali, vale a dire l'interlocuzione sul procedimento (nella specie, i passaggi d'area, ndr) al fine di verificare la correttezza dell'operato del datore di lavoro rispetto all'interesse collettivo di tutti i lavoratori potenzialmente interessati». «È un'importante vittoria per il nostro sindacato e per tutti i lavoratori pubblici», ha commentato la Flp. «Per la prima volta viene accolto un ricorso che riguarda un mancato accordo nazionale di un amministrazione centrale. Le precedenti sentenze, infatti, riguardavano o comuni o uffici periferici. Difficilmente adesso le amministrazioni centrali (e anche gli uffici periferici) dello stato potranno non tener conto di questa sentenza».

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