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Dati finanziari nel sintetico

del 12/01/2011
di: di Simona D'Alessio
Dati finanziari nel sintetico
Indagini finanziarie ad hoc per il redditometro. Lo strumento sarà «mirato» sui flussi per periodo d'imposta, con l'obiettivo di verificare la presenza di un «risparmio preesistente» dichiarato dal contribuente per giustificare una spesa. È su questo fronte che l'agenzia delle entrate è al lavoro, come confermato ieri dal direttore centrale dell'accertamento Luigi Magistro. Si tratterà di uno strumento, ha spiegato a Roma, nel corso di un incontro sul nuovo redditometro organizzato dall'Accademia romana di ragioneria Giorgio Di Giuliomaria presieduta da Paolo Moretti, che supporterà i controlli che già avvengono sulla base del nuovo comma 4 dell'art. 38 del dpr 600/1972, ossia l'accertamento sintetico. «Dal punto di vista strategico, questa è una innovazione normativa rilevante, poiché il comma 4 afferma che si può presumere come reddito conseguito ciò che risulta speso nel periodo d'imposta, salvo la possibilità di provare che non si tratti di qualcosa collegato a una fenomenologia reddituale. O, se di redditi trattasi, sono redditi esenti, o già sottoposti a tassazione in altra forma», ha proseguito dinanzi alla platea riunita nella sede dell'ordine dei dottori commercialisti della Capitale. L'ottimismo di Magistro era tangibile: «Abbiamo ormai una fortissima capacità di intercettare i flussi, sotto forma di spese e di investimenti», grazie a quella che ha definito «l'arma del comma 4, incentrato sulla capacità di spesa». A breve, però, l'Agenzia affilerà ulteriormente le armi «per andare ad individuare, e a confermare, l'eventuale esistenza di un risparmio preesistente che può essere preso a giustificazione da parte del contribuente di una spesa sostenuta nel periodo d'imposta. Nel momento in cui cerchiamo tale conferma direttamente» con lo strumento che è attualmente ancora in via di definizione, ha pronosticato il rappresentate delle Entrate, «noi possiamo ottenerla, e ciò va a vantaggio del contribuente, ma se non troviamo questo risparmio preesistente, abbiamo una prova, ossia possiamo dire che, anche avendo fatto un'indagine finanziaria, quel risparmio non l'abbiamo rinvenuto e non si capisce da dove è venuta fuori la spesa, così come sostiene il contribuente». Per ciò che riguarda il cantiere del nuovo redditometro, invece, l'intenzione è che vada nella direzione di prevenire l'evasione fiscale e, nel contempo, di dissuadere dal tentativo di commettere degli abusi. Magistro non si è, poi, sottratto ad una domanda sul blocco delle compensazioni in presenza di ruoli superiori ai 1.500 euro (si veda ItaliaOggi dell'11/01/2011), affermando che le Entrate «si cerca di mirare ad alcune cancrene del sistema, così com'era congegnato. La compensazione è una cosa civilissima, ma richiede uno sforzo di controllo», e ha aggiunto di essere soddisfatto dell'inserimento di «una sanzione seria, perché fino a quando non c'era, penso che sarebbe stato facile suggerire qualcosa del tipo «Non vuoi pagare? Inventati il credito». Un'evidente e scherzosa provocazione che, però, ha scatenato l'intervento del presidente dell'ordine dei dottori commercialisti di Roma, Gerardo Longobardi, convinto che i professionisti seri non agiscano così. Al contrario, il numero uno dell'Odcec capitolino ha voluto «rendere omaggio» a «chi le tasse le paga», suggerendo che parte delle entrate provenienti dal recupero dell'evasione vengano destinate alla riduzione della pressione fiscale del contribuente onesto. Il redditometro che verrà, infine, secondo Longobardi, dovrebbe essere come la «livella» di Totò: «Non vada, cioè, a “pescare” materia imponibile soltanto sulle imprese e sui lavoratori autonomi».
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