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Iva, reverse charge per i cellulari

del 24/12/2010
di: di Fabrizio G. Poggiani
Iva, reverse charge per i cellulari
Dal 1° aprile del prossimo anno scatterà l'obbligo di applicare il sistema di inversione contabile (reverse charge) alle cessioni di telefoni cellulari e componenti di personal computer, ma esclusivamente nell'ambito della fase distributiva che precede il commercio al dettaglio. Lo precisa la circolare n. 59/E di ieri dall'Agenzia delle entrate, a chiarimento della procedura di applicazione del reverse charge alla cessione dei telefoni cellulari e micro-processori, di cui al comma 44, dell'art. 1, legge 296/2006 (Finanziaria 2007). La circolare ricorda, preliminarmente, che l'effettiva applicazione del regime di inversione contabile, disposta dalla legge finanziaria per il 2007, che aveva modificato il comma 6, dell'art. 17, dpr n. 633/1972, era subordinata alla preventiva autorizzazione comunitaria; detta autorizzazione è stata rilasciata dal Consiglio europeo (decisione 2010/710/UE) lo scorso 22 novembre (pubblicazione nella G.u.u.e. in data 25/11/2010). Per quanto concerne le cessioni di personal computer e dei relativi componenti, la circolare conferma che, nel rispetto dell'autorizzazione del Consiglio europeo citata, la disciplina trova applicazione «soltanto» per i componenti dei pc che possono ricondursi ai concetti di «… dispositivi a circuito integrato quali microprocessori e unità centrali di elaborazione prima della loro installazione in prodotti destinati al consumatore finale …». Con riferimento all'ambito di applicazione, il paragrafo 2) conferma, in primo luogo, che la reale applicazione resta limitata alle sole cessioni dei beni effettuate nell'ambito della fase distributiva, con l'inevitabile esclusione della fase di commercio al dettaglio (consumatore finale) e con la conseguenza che, a tale fase, non si rende applicabile il meccanismo di inversione contabile. Un caso particolare concerne i cosiddetti «contribuenti minimi», di cui ai commi da 96 a 117, dell'art. 1, legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008), che sono esonerati dal versamento del tributo e dagli ulteriori adempimenti, fatto salvo l'obbligo di numerazione e conservazione delle fatture di acquisto, bollette doganali e della certificazione dei corrispettivi che dovrà essere adempiuto dal cedente senza addebito dell'Iva; nel caso in cui il contribuente minimo si qualifichi come cessionario, la fattura emessa senza applicazione dell'imposta sarà soggetta ad integrazione, con versamento dell'imposta entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione dell'operazione. Per quanto concerne la decorrenza, stante l'assenza dell'autorizzazione richiesta dal comma 45, dell'art. 1, della legge n. 296/2006, che ne condizionava la reale applicazione e nel rispetto di quanto sancito dal comma 2, dell'art. 3, legge n. 212/2000 (Statuto dei diritti dei contribuenti) che impone l'obbligo di tenere conto del decorso di almeno 60 giorni dalla data di entrata in vigore delle norme, l'Agenzia delle entrate ritiene che il meccanismo dell'inversione contabile, di cui all'art. 6, dpr n. 633/1972, si renda applicabile a partire dal 1° aprile 2011. Il documento di prassi ricorda che, in tal caso, si rende applicabile la disciplina sanzionatoria prevista dal comma 9-bis, dell'articolo 6, dlgs n. 471/1997 che prevede l'irrogazione di una sanzione di natura amministrativa compresa tra il 100 e il 200% dell'imposta dovuta, con l'applicazione del minimo pari a 258 euro a carico del cessionario che non assolve l'imposta attraverso il regime del reverse charge (c.m. 12/E del 2008, punti 10.1, 10.2 e 10.3). Le Entrate, infine, sottolineano che il citato articolo 9-bis rende applicabile la medesima sanzione al cedente che ha irregolarmente addebitato il tributo in fattura, senza effettuarne il versamento, con responsabilità solidale anche a carico del cessionario che non proceda nella regolarizzazione, in applicazione della procedura indicata al comma 8, dell'art. 6, dlgs n. 471/1997; detta responsabilità solidale sussiste tra cedente e cessionario per il pagamento della sanzione e dell'imposta, ai sensi del quarto periodo, del citato comma 9-bis.

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