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Casse di previdenza Stretta sui controlli

del 22/12/2010
di: di Simona D'Alessio
Casse di previdenza Stretta sui controlli
Il possesso di titoli Lehman brothers per 125 milioni, pari allo 0,5% circa del patrimonio mobiliare totale delle casse di previdenza, «di per sé non è un dato gravissimo. La cifra, però, va enfatizzata affinché tutti capiscano che d'ora in avanti avvieremo controlli serratissimi: dovranno rispondere con frequenza ad una griglia di domande su come gestiscono i soldi degli iscritti». Giorgio Jannone, deputato del Pdl e presidente della commissione bicamerale sull'attività di controllo degli enti di previdenza, ammette d'essere rimasto «sbalordito» quando alcuni istituti «non hanno saputo spiegarci il perché di talune scelte di investimento». Sulla graticola, perciò, finiscono, fra gli altri, l'Enpav (veterinari) e l'Enasarco (agenti di commercio), tuttavia, dice l'esponente del centrodestra a ItaliaOggi, «sotto la lente d'ingrandimento finirà ogni cassa».

Domanda. L'indagine conoscitiva che la bicamerale (si veda ItaliaOggi del 10/12) dovrebbe esaminare ed approvare oggi ha rivelato che pochissimi enti hanno optato per i più sicuri investimenti immobiliari, a beneficio, invece, dei titoli della Lehman brothers o di quelli strutturati (il 13% del patrimonio mobiliare complessivo). Che conclusioni trae?

Risposta. Chi gestisce i risparmi dei professionisti deve essere molto accorto. Abbiamo potere di controllo, ma le casse mantengono libertà di scelta, perciò oltre ad una moral suasion per evitare di esporre i bilanci al rischio, abbiamo avviato un'azione congiunta con ministeri vigilanti (Welfare ed Economia), corte dei conti e comitato tecnico di valutazione per esaminare al meglio le cifre. Sebbene, infatti, vada rispettata l'autonomia, non posso non osservare che se sussiste il pericolo che sia lo stato a doverci rimettere, abbiamo tutto il diritto di enfatizzare ciò che abbiamo scoperto. Mi lasci, inoltre, porre l'accento sulla necessità di stabilire criteri di riduzione delle spese generali e di gestione degli istituti, poiché non è possibile che proliferino consigli di vigilanza e comitati vari. Sono, pertanto, convinto che l'indagine sia stata utilissima, e avrà degli importanti riflessi sull'immediato futuro.

D. Quali riflessi?

R. Il nostro lavoro ha agito come una leva fortissima sui vertici degli enti, che dovranno d'ora in poi rendere trasparenti e fruibili i loro dati di bilancio sempre, anche mettendoli online, in modo che chi versa i contributi possa andare a verificarli ogni volta che vuole. Particolare attenzione la dedicheremo a chi sta dismettendo i propri immobili (l'Enasarco ha annunciato il 1° dicembre che dalla vendita, che inizierà nel 2011, si aspettano ricavi per 4,2 miliardi con una plusvalenza di 1,2, ndr), poiché considerando che si tratta di una grande liquidità, è giusto tenere gli occhi fissi sugli istituti.

D. Tirando le somme, oltre a potenziare i controlli, quale sarà il primo obiettivo della bicamerale alla ripresa dei lavori, a gennaio?

R. C'è in ballo la delicata vertenza della doppia cassa di previdenza di dottori commercialisti e ragionieri, due professioni che convivono in un unico albo. Una questione che va affrontata e risolta, per questo convocherò a breve i vertici degli istituti.

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