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Federalismo contabile al capolinea

del 18/12/2010
di: di Francesco Cerisano
Federalismo contabile al capolinea
C'è un federalismo, in realtà poco virtuoso, che rischia di travolgere tutti gli altri. E che dal 2012 le regioni dovranno rassegnarsi ad abbandonare in nome del federalismo fiscale. Si tratta del «federalismo contabile», ossia la tendenza, diffusa da Nord a Sud, che ha portato i governatori a fare da sè sui bilanci. Alla faccia della riforma del titolo V della Costituzione che puntava a far parlare una stessa lingua ai conti locali. L'errore è stato però inserire l'«armonizzazione dei bilanci pubblici» tra le materie di competenza concorrente. Con la conseguenza che ciascun ente si è sentito legittimato a farsi una propria legge di contabilità. Diversa da regione a regione. L'allarme era stato sollevato dalla Copaff, la commissione tecnica presieduta da Luca Antonini, sin dal suo insediamento. E rilanciato dal governo nella relazione al parlamento depositata lo scorso 30 giugno. Con lo schema di decreto legislativo sull'armonizzazione dei sistemi contabili, approvato ieri in consiglio dei ministri, l'esecutivo ha compiuto un atto, per certi versi centralista, ma necessario a far partire il federalismo fiscale. Che diversamente, senza una contabilità unica lungo lo Stivale, «in grado di garantire trasparenza verso gli elettori e confrontabilità delle politiche di spesa e di entrata» sarebbe stato impossibile.

Lo dimostra quanto accaduto in Calabria, dove la Kpmg ha lavorato per più di un anno per ricostruire i conti delle Asl e alla fine ha scoperto che i bilanci venivano fatti a voce sulla base delle dichiarazioni dei dirigenti sanitari. O in Campania dove il neo-governatore Stefano Caldoro è stato costretto a chiamare gli ispettori del Tesoro per capire l'entità del buco sanitario lasciatogli in eredità da Antonio Bassolino. E anche la sua collega laziale Renata Polverini, ha faticato non poco a conoscere i veri numeri del dissesto sanitario regionale (1,6 miliardi). «Sono tre casi che dimostrano come non solo le regioni procedano in ordine sparso sui bilanci, ma molto spesso non dialoghino neppure con le proprie Asl», osserva Antonini. «C'è poi il problema delle esternalizzazioni facili, soprattutto da parte dei comuni, su cui si potrà fare luce grazie all'obbligo del bilancio consolidato». Secondo gli ultimi dati dell'Anci si stima che il 21% dei comuni esternalizzi servizi per un ammontare compreso tra il 10% e il 30% delle spese correnti.

Dal 2012 le cose cambierabbo. Già dal 2012, perché la piena operatività del decreto (che scatterà dal 2014) sarà preceduta da una sperimentazione di due anni le cui modalità saranno definite con un dpcm che dovrà essere emanato entro 90 giorni dal varo del dlgs. Un mese dopo con un altro dpcm verranno individuate le amministrazioni coinvolte nella sperimentazione.

Sempre dal 2012 saranno pienamente operative le norme sui principi contabili per il settore sanitario (si veda ItaliaOggi di ieri). Quelle che dovrebbero consentire finalmente ad Asl e regioni di parlarsi senza veli. Si tratta di un timing realistico visto che il decreto ne prevede l'applicazione «dall'anno successivo a quello di entrata in vigore del decreto legislativo». Che verosimilmente taglierà il traguardo nel 2011.

Con il decreto sull'armonizzazione dei conti, il governo ha scoperto l'ultima carta sul federalismo fiscale. Almeno per quanto riguarda la fase di produzione normativa. «E' un treno in corsa», ha dichiarato il ministro per la semplificazione Roberto Calderoli. Il resto della partita, da qui a maggio 2011, quando scadranno i due anni previsti dalla legge n.42/2009 per l'esercizio della delega, si giocherà tra Conferenze e commissioni parlamentari prima del varo definitivo dei decreti da parte di palazzo Chigi.

La tabella di marcia (qui di fianco) si concluderà nel 2017 con l'entrata a regime dei fabbisogni standard per comuni e province. L'iter che porterà la Sose a individuare quanto gli enti locali devono spendere per garantire i servizi ai cittadini è partito ufficialmente ieri con la pubblicazione del dlgs (n.216 del 26 novembre 2010) sulla Gazzetta Ufficiale n. 294 del 17 dicembre 2010.

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