Lo dimostra quanto accaduto in Calabria, dove la Kpmg ha lavorato per più di un anno per ricostruire i conti delle Asl e alla fine ha scoperto che i bilanci venivano fatti a voce sulla base delle dichiarazioni dei dirigenti sanitari. O in Campania dove il neo-governatore Stefano Caldoro è stato costretto a chiamare gli ispettori del Tesoro per capire l'entità del buco sanitario lasciatogli in eredità da Antonio Bassolino. E anche la sua collega laziale Renata Polverini, ha faticato non poco a conoscere i veri numeri del dissesto sanitario regionale (1,6 miliardi). «Sono tre casi che dimostrano come non solo le regioni procedano in ordine sparso sui bilanci, ma molto spesso non dialoghino neppure con le proprie Asl», osserva Antonini. «C'è poi il problema delle esternalizzazioni facili, soprattutto da parte dei comuni, su cui si potrà fare luce grazie all'obbligo del bilancio consolidato». Secondo gli ultimi dati dell'Anci si stima che il 21% dei comuni esternalizzi servizi per un ammontare compreso tra il 10% e il 30% delle spese correnti.
Dal 2012 le cose cambierabbo. Già dal 2012, perché la piena operatività del decreto (che scatterà dal 2014) sarà preceduta da una sperimentazione di due anni le cui modalità saranno definite con un dpcm che dovrà essere emanato entro 90 giorni dal varo del dlgs. Un mese dopo con un altro dpcm verranno individuate le amministrazioni coinvolte nella sperimentazione.
Sempre dal 2012 saranno pienamente operative le norme sui principi contabili per il settore sanitario (si veda ItaliaOggi di ieri). Quelle che dovrebbero consentire finalmente ad Asl e regioni di parlarsi senza veli. Si tratta di un timing realistico visto che il decreto ne prevede l'applicazione «dall'anno successivo a quello di entrata in vigore del decreto legislativo». Che verosimilmente taglierà il traguardo nel 2011.
Con il decreto sull'armonizzazione dei conti, il governo ha scoperto l'ultima carta sul federalismo fiscale. Almeno per quanto riguarda la fase di produzione normativa. «E' un treno in corsa», ha dichiarato il ministro per la semplificazione Roberto Calderoli. Il resto della partita, da qui a maggio 2011, quando scadranno i due anni previsti dalla legge n.42/2009 per l'esercizio della delega, si giocherà tra Conferenze e commissioni parlamentari prima del varo definitivo dei decreti da parte di palazzo Chigi.
La tabella di marcia (qui di fianco) si concluderà nel 2017 con l'entrata a regime dei fabbisogni standard per comuni e province. L'iter che porterà la Sose a individuare quanto gli enti locali devono spendere per garantire i servizi ai cittadini è partito ufficialmente ieri con la pubblicazione del dlgs (n.216 del 26 novembre 2010) sulla Gazzetta Ufficiale n. 294 del 17 dicembre 2010.
