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In pressing sulla nuova revisione

del 17/12/2010
di: La Redazione
In pressing sulla nuova revisione
Se entro un ragionevole breve periodo non verranno varati i decreti attuativi del dlgs 39/2010 in materia di revisione legale (emanata nell'aprile scorso), l'Istituto nazionale revisori legali è pronto a presentare una istanza al Parlamento europeo. Questo il forte segnale lanciato nel corso del seminario nazionale organizzato nei giorni scorsi dall'Inrl nella sala Zuccari di palazzo Giustiniani del senato, che ha subito raccolto il pieno sostegno del vicepresidente vicario del Parlamento europeo Gianni Pittella. «Siamo in presenza di una legge emanata ma non ancora applicabile», ha dichiarato il presidente dell'Istituto Virgilio Baresi, «che ritarda non soltanto l'adeguamento dell'attività di revisione secondo i dettami europei, ma danneggia economicamente una categoria di liberi professionisti rispetto agli omologhi europei. In particolare su oltre 147 mila revisori legali italiani, oltre 74 mila non appartengono ad alcun sistema ordinistico e non sono in grado di parcellare e di svolgere la propria attività di consulenze con tutte le tutele previste dalla nuova legge. Abbiamo calcolato che in un solo anno i revisori di altri paesi europei hanno maturato consulenze contabili per oltre 2,2 miliardi di euro, con un danno di oltre 1 miliardo d'appannaggio dei liberi professionisti italiani. Si tratta di un ritardo che pesa sull'intero sistema economico italiano rispetto al contesto europeo che da tre anni si è già delineato con apposita normativa. A questo si deve aggiungere il dovuto riconoscimento della rappresentanza tributaria, non ancora stabilita da un apposito dispositivo di legge». Piena condivisione sulle aspettative dei revisori è stata espressa da Tiziano Treu, vicepresidente commissione lavoro al senato, intervenuto al seminario, che ha sottolineato «Formazione continua, previdenza e attenzione ai giovani con adeguati stage, sono passaggi obbligati per una professione moderna ed europea qual è ormai quella del revisore legale».

E sempre in prospettiva, grazie anche alla consulenza scientifica di Giovanni Puoti, rettore dell'università telematica Niccolò Cusano, i vertici Inrl hanno lanciato la proposta di creare un vero e proprio albo professionale dei revisori legali con l'attuale struttura operativa per sostituire il registro, mantenendo la competenza e il controllo al ministero dell'economia, evitando così di ripetere l'anomalia del passato, quando il registro era stato affidato al controllo di un organismo appartenente a un singolo ordine professionale, laddove la metà degli attuali revisori legali operanti in Italia provengono da diverse categorie professionali, quali dottori commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro.

«L'albo», ha spiegato Puoti, «permetterebbe così la piena certificazione della libera professione europea del revisore legale che può essere espletata da varie tipologie di professionisti».

Richiamo all'etica e al principio dell'onestà intellettuale e spirituale, poi, nell'intervento di Padre Carmelo Gagliardi, Cap. Officiale Pontificio Consiglio Pastorale Migranti Mondiale, mentre da Cesare Cursi, presidente della 10 Commissione giustizia del senato, e da Pierluigi Mantini, presidente della Consulta delle professioni Udc, sono giunti precisi riferimenti alla necessità di dotare il sistema economico e contabile di regole chiare ed eticamente ineccepibili.

Authority indipendenti e professioni autonome sono invece state prospettate da Federico Palomba, vicepresidente commissione Giustizia.

E Fabio Fortuna, preside facoltà economia università degli studi Niccolò Cusano, ha ricordato che «in assenza di decreti attuativi non c'è chiarezza. E questa impasse riguarda una materia dove si susseguono, in Europa e nel mondo, accelerazioni operative. Basti pensare al Green Paper sulla revisione, pronto a essere stilato in Europa, che impone a tutti i revisori una visione non solo più europea o internazionale, ma addirittura globale».

Infine Marina Cicchetti, responsabile ufficio controlli societari della Consob, ha rilevato che «È arrivato il momento, in Italia, di enfatizzare i temi dell'etica e dell'indipendenza, perché dobbiamo assicurare al sistema-paese una serie di regole che diano garanzie e tutele a chi compie controlli contabili».

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