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Riscossione, Tributi italia va definitivamente cancellata dall'albo

del 15/12/2010
di: Irena Rocci
Riscossione, Tributi italia va definitivamente cancellata dall'albo
Tributi Italia deve essere definitivamente cancellata dall'Albo dei soggetti abilitati ad effettuare attività di accertamento e riscossione dei tributi locali.

Lo ha stabilito la sentenza n. 8687 del Consiglio di stato depositata il 9 dicembre 2010 che ha totalmente confermato la sentenza del Tar per il Lazio n. 1009 del 27 gennaio 2010, con cui i giudici amministrativi hanno respinto il ricorso presentato dalla società e finalizzato all'annullamento della delibera n. 1/2009 del 9 dicembre 2009, con la quale la Commissione per la tenuta dell'Albo dei soggetti privati abilitati ad effettuare attività di liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi locali aveva disposto la cancellazione della società dall'albo. Si deve ricordare che con decreto n. 571/2010 palazzo Spada aveva sospeso l'esecutività della sentenza del Tar del Lazio con la conseguenza che la società Tributi Italia spa compariva di nuovo iscritta al n. 75 dell'Albo dei soggetti abilitati ad effettuare attività di accertamento e riscossione dei tributi locali. Nel frattempo con l'art. 3, comma 3, del dl 25 marzo 2010, n. 40, convertito con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2010, n. 73, è stata gettata un'ancora di salvataggio per la società, che è stata ammessa all'amministrazione straordinaria sulla base della cosiddetta «legge Marzano» (dl 23 dicembre 2003, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 2004, n. 39) e ha potuto tranquillamente continuare a svolgere le attività di accertamento e riscossione dei tributi locali. Dopo oltre un anno di contrasti il Consiglio di stato ha posto la parola fine all'intricata vicenda rigettando ogni eccezione sollevata dalla società ricorrente. Il particolare i giudici di palazzo Spada non ha accolto la richiesta di:

a) interruzione del giudizio, in quanto l'art. 43 della legge fallimentare la ammette solo in caso di fallimento e non per lo stato di amministrazione straordinaria in cui versa un'impresa;

b) nomina di curatore speciale sulla base dell'art. 78 cpc e cioè per conflitto di interessi, sostenendo che il commissario straordinario nominato per l'accesso alla procedura di amministrazione straordinaria che sarebbe in posizione contrastante con gli interessi della società. I giudici hanno respinto tale eccezione in base al fatto che il conflitto di interessi deve essere attuale o comunque anche concretamente probabile, ma non un'ipotesi di contrasto meramente ipotetica;

Nel merito il Consiglio di stato si è soffermato sull'art. 11, comma 2, lett. d), del dm 11 settembre 2000, n. 289, in base al quale si deve procedere d'ufficio alla cancellazione dall'Albo «per il mancato versamento delle somme dovute agli enti affidanti i servizi alle prescritte scadenze» ed ha precisato che la commissione ex art. 53 del dlgs n. 446/1997 ha giustamente agito perché ha ritenuto sussistenti la gravità, l'imputabilità e l'antigiuridicità dei mancati versamenti da parte della società ai comuni affidatari del servizio di riscossione.

I giudici hanno inoltre confermato la decisione del Tar nella parte in cui sosteneva che lo stato di irreversibilità non poteva ritenersi temporaneo, ma al contrario prolungato e irreversibile, con dimostrata impossibilità della società di rimuovere le criticità e di ritornare alla fisiologia dei rapporti.

Stessa sorte ha avuto l'eccezione fondata sull'indebita presenza tra i componenti della Commissione del membro designato dall'Anci. Quali le conseguenze della decisione? Tributi italia dovrà essere cancellata dall'Albo e decadrà da tutte le gestioni, come stabilito espressamente dal dm 11 settembre 2000, n. 289.

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