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Sicurezza, Aifos mette l'accento sui formatori

del 14/12/2010
di: La Redazione
Sicurezza, Aifos mette l'accento sui formatori
Se la formazione è oggi considerata un fattore essenziale per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro, poco o nulla si è detto in questi anni sulla figura del formatore alla sicurezza.

Per troppi anni questa figura è stata trascurata. Tuttavia è proprio attraverso la figura del formatore, attraverso le sue conoscenze e le sue capacità di comunicarle, che la formazione dei lavoratori può diventare un condiviso progetto della sicurezza aziendale e un efficace strumento per ridurre incidenti e malattie professionali.

Su questi temi l'Aifos, Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro, ha svolto nel 2010 un'articolata ricerca che ha raccolto nel «Rapporto Aifos 2010», presentato lo scorso primo dicembre a Roma, nella prestigiosa sede della sala delle Colonne di Palazzo Marini, in via Poli.

La ricerca è stata condotta attraverso la somministrazione di un questionario con oltre 150 domande.

Con questo strumento è stato possibile raccogliere un gran numero di dati e delineare un'immagine completa e complessa di coloro che oggi svolgono l'attività di formatore alla sicurezza sul lavoro.

Dalla ricerca emerge un formatore attento, capace e sensibile, che si è «fatto da solo» e che comprende la necessità di una specifica formazione per i formatori (47%). Un formatore che, tuttavia, solo nel 25% dei casi ha frequentato corsi di comunicazione.

Il formatore risulta molto ancorato ad aspetti tecnici e normativi. Frequenta assiduamente corsi di formazione (82%), ma, allo stesso tempo, conosce poco le nuove metodologie didattiche, diffida degli apprendimenti on-line, considera interessante la formazione in azienda ma riconosce come importante la formazione in aula.

Insomma la ricerca delinea una figura molto attenta alla sua qualificazione, un importante attore della sicurezza sul lavoro che vuole uscire dall'anonimato e dalla generalità.

Nell'intervento di apertura dei lavori Francesco Naviglio, segretario generale Aifos, ha sottolineato che «la peculiarità del Rapporto Aifos 2010» è proprio quella di fondarsi «sul sistema scientifico della ricerca e dell'inchiesta».

Nel corso della mattinata di studi si sono susseguiti gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni, delle parti sociali e delle associazioni operanti nel campo della sicurezza. Il senatore Oreste Tofani, presidente della commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro con particolare riguardo alle cosiddette «morti bianche», ha ricordato come tutte le istituzioni abbiano riservato nell'ultimo periodo particolare attenzione all'importanza della formazione come fenomeno per evitare il verificarsi degli infortuni. Parlando direttamente ai formatori presenti in sala, inoltre, ha sottolineato il loro «ruolo primario» nella sconfitta del fenomeno infortunistico.

Sono intervenuti, inoltre, il dott. Antonio Napolitano, direttore regionale Inail Lazio, che ha sottolineato come sia fondamentale procedere a una «formazione alla sicurezza che superi l'atto formale di adempimento burocratico alla norma»; il dott. Paolo Pennesi, direttore generale per l'attività ispettiva del ministero del lavoro e delle politiche sociali, che ha condotto un'analisi dettagliata dei dati emersi dalla ricerca, soffermandosi sull'allarmante poca convinzione che gli stessi formatori hanno sull'importanza della formazione come strumento che incida sul cambiamento dei comportamenti dei lavoratori.

Oltre all'intervento di Franco Bettoni, presidente Anmil, che ha portato la testimonianza di chi prova ogni giorno sulla sua pelle la mancanza di sicurezza sul lavoro, sono intervenuti per portare il loro contributo gli autori e i commentatori della ricerca: Maria Giovannone, ricercatrice Adapt Centro studi internazionali e comparati «Marco Biagi»; Cinzia Frascheri, responsabile nazionale Cisl per la salute e sicurezza sul lavoro; Rosa Anna Favorito, direttore Cepas; Paolo Carcassi, responsabile nazionale sicurezza Uil; Fulvio De Gregorio, segretario confederale Cisal; Vincenzo Di Nucci, presidente Aitep.

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