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Antiriciclaggio, si cambia

del 11/12/2010
di: di Pamela Giufrè
Antiriciclaggio, si cambia
Piena condivisione dei tributaristi Lapet al nuovo sistema informatico delle Segnalazioni di operazioni sospette. Le innovazioni apportate alle cosiddette Sos, che saranno operative a partire da maggio 2011, come stabilito dalla Banca d'Italia, e ufficializzate lo scorso 25 novembre, sono infatti molto più simili al modello che aveva immaginato l'associazione presieduta da Roberto Falcone ben oltre tre anni fa, a conferma di quanto garantito dall'onorevole Francesco Tolotti, relatore della bozza di schema del testo normativo di recepimento della direttiva 2005/60/Ce e della direttiva 2006/70/Ce, in occasione dell'audizione presso le commissioni riunite Giustizia e Finanze, lo scorso 25 settembre 2007. Inoltre, le ultime novità saranno sicuramente più efficaci dal momento che, proprio come suggerito dalla Lapet in quell'occasione, tra le diverse direttive pubblicate da alcuni giorni sul portale della Banca d'Italia, è previsto l'invio delle segnalazioni di operazioni sospette di antiriciclaggio solo per via telematica. Non più dunque Sos trasmesse in modalità cartacea alla Uif, l'Unità di informazione finanziaria, ma attraverso internet, dopo la registrazione al sito della Banca d'Italia. Altra novità, i contenuti delle segnalazioni, i cui schemi saranno uguali per tutte le categorie abilitate all'invio.

In questa direzione s'era dunque già mossa a suo tempo l'associazione nazionale dei tributaristi, facendo pervenire dapprima al ministero dell'economia, il 23 febbraio, le considerazioni richieste dal dipartimento del Tesoro, direzione Valutario, antiriciclaggio ed antiusura ai professionisti obbligati alle segnalazioni di operazioni sospette; e poi, il 4 ottobre 2007, trasmettendo le stesse osservazioni, integrate con particolare riferimento all'invio telematico delle segnalazioni, alle commissioni riunite Giustizia e Finanze dopo l'audizione di fine settembre.

La Lapet focalizzava la sua attenzione sul comma 1 degli articoli 11, 12, 13 e 14, sul comma 2 degli articoli 36 e 44, e sul 5 dell'articolo 42 della bozza di schema del testo normativo riguardante il recepimento della direttiva 2005/60/Ce, e della direttiva 2006/70/Ce sulla prevenzione dell'uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, e proponeva tre suggerimenti.

«Il nostro intento», dichiara il presidente Falcone, «era ed è quello di migliorare il provvedimento in base alle esigenze delle specifiche categorie e per rendere più efficace la lotta contro il riciclaggio di denaro sporco. Obiettivo questo, che oggi sarà più facile raggiungere grazie al nuovo sistema delle Sos, studiato proprio per incentivare di più la collaborazione attiva denunciando le violazioni in materia di riciclaggio. Non ne avevamo dubbi sin dal momento in cui il relatore Tolotti ci invitò a illustrare più ampiamente la nostra proposta, così da poterla fare propria».

Oltre all'invio telematico delle segnalazioni direttamente all'Uif, nell'ambito degli obblighi di registrazione, la Lapet aveva anche suggerito attraverso il segretario nazionale, Giovanna Restucci, le modalità di segnalazione, l'organizzazione amministrativa e le procedure di controllo interno.

«La previsione di trasmettere la segnalazione delle operazioni sospette direttamente all'Uif ed in forma telematica», precisa Falcone, «è certamente più efficace e tempestiva di qualunque altra modalità oltre che precisamente in linea con gli obiettivi del decreto Antiriciclaggio, e con la sua dichiarata intenzione di rendere più adeguata la lotta all'utilizzo di denaro provento da attività illecite».

In effetti, la disposizione per i professionisti regolamentati di trasmettere ai propri ordini professionali le segnalazioni di operazioni sospette, avrebbe continuato a rendere il sistema complesso e costoso, creando tra l'altro una disparità di trattamento tra iscritti ad albi ed altri professionisti, i quali non sarebbero stati tutelati nel loro diritto all'anonimato.

E non solo. L'obbligo di inviare in modalità cartacea rappresentava anche un aggravio di adempimenti a carico dei professionisti. «Secondo la normativa», mette in luce il presidente della Lapet, «i professionisti dovrebbero provvedere alla registrazione dei clienti tramite inserimento dei dati in un registro cartaceo o, in alternativa, nell'archivio unico informatico e poi segnalare le operazioni sospette all'Uif tramite servizio postale con conseguente aumento dei costi e spreco di risorse economiche e umane».

Inoltre, anche per la stessa Unità di informazione finanziaria, preposta a raccogliere e archiviare le segnalazioni ricevute, questo sistema ha comportato un aggravio di adempimenti negli ultimi anni. Inevitabilmente, anche i tempi si sono allungati a causa delle fasi intermedie interposte tra la segnalazione delle operazioni e la ricezione delle stesse da parte dell'Uif.

Tutti positivi invece per i tributaristi, i risvolti derivanti dalle Sos per via telematica, per le quali, già nel 2007, la Lapet ipotizzava la creazione di una piattaforma telematica per comunicare direttamente con l'Uif. Uniche implicazioni, la dotazione di un computer con collegamento internet per i professionisti ai fini della registrazione, con l'inserimento di dati destinati a restare segreti, ed infine la ricezione di un codice ed una password da utilizzare per tutti gli accessi. «Nulla di più facile», assicura il presidente Falcone, «nell'era della telematica. Non esiste infatti professionista che non sia collegato ad internet. E per l'Uif la registrazione non rappresenta affatto una perdita di tempo, bensì un investimento in vista di un modello da adottare in futuro».

Questo, non a caso, rilancia e prevede oggi la Banca d'Italia, attraverso l'impiego esclusivo del canale telematico, con obbligo di registrazione delle categorie dei segnalanti, secondo le istruzioni che saranno diffuse a marzo sul sito internet.

Così Falcone: «Non possiamo che esserne doppiamente soddisfatti. Prima come professionisti obbligati alle segnalazioni di operazioni di attività sospette di riciclaggio, perché potremo usufruire di tutti i vantaggi delle nuove modalità: più rapide, complete, omogenee e secondo un sistema standardizzato che consentirà anche il controllo dei dati e la tutela della privacy. E poi come associazione, perché sono state recepite le nostre osservazioni. E ciò», conclude il presidente, «la dice lunga sull'importanza di queste audizioni, occasioni di confronto fra professionisti e ministeri di particolare importanza in ambito economico quali Finanze, Lavoro e Sviluppo economico».

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