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Cause di lavoro, chiarimenti sulle valutazioni del giudice

del 10/12/2010
di: Celeste Vivenzi
Cause di lavoro, chiarimenti sulle valutazioni del giudice
Il Collegato lavoro sembra voler introdurre delle novità in merito ai principi che il Giudice deve adottare nella valutazione di una possibile causa di lavoro.

In effetti, secondo la lettura della norma, Il giudice nel decidere una causa relativa a:

-norme generali sul rapporto di lavoro (pubblico e privato) deve effettuare controlli limitati esclusivamente all'accertamento della legittimità e non può sindacare in merito alle valutazioni tecniche, organizzative e produttive che spettano al datore di lavoro o al committente:

-Qualificazione del contratto di lavoro certificato: non può sindacare le valutazioni fatte dalle parti (datore, lavoratore o collaboratore) espresse in sede di certificazione del contratto (salvo i casi di vizi del consenso, erronea qualificazione, diversità tra il programma certificato e quello attuato);

-Motivazione alla base del licenziamento: deve tenere conto dei casi di giusta causa o giustificato motivo previsti nel ccnl o nel contratto di lavoro individuale se certificato. Inoltre nel definire le conseguenze deve tener conto delle condizioni fissate dal ccnl o dallo stesso contratto individuale.

Da questo si potrebbe dedurre che il ccnl o il contratto di lavoro individuale possono prevedere e indicare dei casi particolari atti ad identificare una giusta causa o un giustificato motivo utile ai fini del recesso dal rapporto di lavoro. Inoltre il risarcimento previsto dalla legge 604-1966 (da 2,5 a 6 mensilità) deve tenere conto dei parametri del ccnl o del contratto individuale e in ogni caso considerare elementi come la dimensione dell'impresa, la situazione locale del mercato del lavoro, le condizioni del lavoratore ed il comportamento delle parti (datore di lavoro e lavoratore) prima del licenziamento stesso. Alcuni esperti sostengono che non è cambiato niente rispetto al passato, in quanto la norma dice letteralmente «il giudice deve tener conto»; viceversa vi sono coloro che invece intravedono nella norma una sorta di «paletti imposti al giudice» che necessariamente ed obbligatoriamente deve tenerne conto nella pronuncia della sua decisione (fonte: dibattito durante il forum lavoro 2010).

Da quanto sopra riportato appare evidente la necessità di un chiarimento ufficiale in quanto è di fondamentale importanza chiarire se la possibilità concessa dalla norma di inserire nel Ccnl o nel contratto individuale certificato delle specifiche e particolari clausole possa incidere sulle stesse motivazioni che, se non rispettate, potrebbero addirittura influire sulla cessazione dello stesso rapporto di lavoro.

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