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Debiti con l'Inps, si cambia

del 10/12/2010
di: di Andrea Rossi
Debiti con l'Inps, si cambia
Cambiano le regole per rateizzare i debiti verso l'INPS. L'Istituto con la circolare n. 106 del 3 agosto 2010 ha illustrato la nuova disciplina sulla rateizzazione dei debiti contributivi in considerazione della situazione di crisi economica che ha coinvolto la realtà imprenditoriale del nostro Paese ed al fine di semplificarne la procedura amministrativa.

Il datore di lavoro, per poter presentare la domanda di pagamento dilazionato dei contributi, non è più obbligato al versamento, in un'unica soluzione, della quota di contribuzione a carico dei lavoratori; così come non è più obbligato al versamento di 1/12 del debito prima dell'emissione del piano di ammortamento.

Ora l'Inps con la circolare n. 148 del 24 novembre 2010 ha fornito ulteriori chiarimenti utili a garantire l'uniformità dei comportamenti per la gestione delle domande in fase amministrativa. In via preliminare, l'Istituto ha ribadito che il nuovo procedimento di concessione del pagamento dilazionato dei debiti contributivi si applica esclusivamente alle domande presentate a partire dal 3 agosto 2010.

Ciò posto, passando alla prima delle questioni sopra evidenziate, si ricorda che, con la citata circolare n. 106 è stato previsto che l'accoglimento della domanda di dilazione non sia più subordinato al preventivo versamento, al momento della richiesta, delle quote di contributi a carico dei lavoratori. È stata, quindi, data al contribuente la possibilità di inserire, nell'importo del debito oggetto di rateazione, anche il valore delle ritenute previdenziali operate sulle retribuzioni dei dipendenti.

Tuttavia, è stato precisato che tale possibilità non comporta il venire meno dell'obbligo, in capo all'Istituto, di inoltrare la denuncia di reato all'Autorità giudiziaria, ove sussistano gli estremi di cui all'art. 2 del dl n. 463/1983 (convertito nella legge n. 638/1983). Quest'ultima norma punisce con la reclusione fino a 3 anni e con la multa fino a 1.032 euro il datore di lavoro che non abbia provveduto a versare i contributi posti a carico dei lavoratori entro il termine di tre mesi dall'avvenuto accertamento della violazione, prevedendo, inoltre, l'obbligo, in capo all'organo accertatore, di notificare il reato all'Autorità giudiziaria, senza ritardo, dopo il versamento delle ritenute ovvero dopo l'inutile decorso del suddetto termine di 3 mesi.

Considerato che, per la verifica dell'avvenuto versamento delle quote a carico dei lavoratori, concorrono anche le rate versate nel corso della rateazione, l'Inps, con la nuova circolare chiarisce che qualora nel termine di tre mesi non sia stato ancora versato l'importo pari alle contribuzioni a carico dei lavoratori, il datore di lavoro potrà, da un lato, regolarizzare la propria posizione corrispondendo anticipatamente un certo numero di rate del piano di ammortamento sottoscritto, fino a raggiungere l'importo necessario per coprire l'intero ammontare delle quote a carico dovute; dall'altro, previa autorizzazione delle Sedi competenti, potrà sospendere il pagamento delle rate in scadenza dopo il versamento anticipato della «rata multipla», fino alla data di scadenza dell'ultima rata inclusa nel predetto pagamento anticipato.

Quanto poi alle questioni attinenti al rilascio del Durc la circolare n. 148 si sofferma sull'ipotesi in cui, in presenza di crediti iscritti a ruolo, la domanda di dilazione sia stata presentata all'Agente della Riscossione. La circolare n. 106 ha, infatti, attribuito ad Equitalia la competenza esclusiva a decidere sull'accoglimento, o meno, delle domande aventi ad oggetto i suddetti crediti, escludendo al contempo la competenza dell'Inps.

In base all'art. 5, comma 2, lett. a) del dm 24 ottobre 2007, la regolarità contributiva deve essere attestata, con conseguente diritto dell'interessato all'emissione di un Durc «regolare», anche in caso di «richiesta di rateizzazione per la quale l'Istituto competente abbia emesso parere favorevole»: nel caso in esame, dunque, è richiesto il parere favorevole dell'Agente della Riscossione competente a ricevere e ad istruire la domanda di dilazione.

In considerazione di tutto ciò, in presenza di domande di rateazione che possano risultare correlate al rilascio del Durc, il contribuente dovrà fornire all'Agente competente copia del «certificato di attribuzione del codice identificativo della pratica (C.I.P.)», assegnato in seguito all'inoltro della richiesta di Durc, in modo che l'Agente possa conoscerne la data di presentazione. Intervenuto l'accoglimento della rateazione da parte dell'Agente, il contribuente dovrà produrre alla sede Inps, per la successiva conclusione dell'attività istruttoria, copia del provvedimento di accoglimento, corredato del piano di ammortamento. L'acquisizione di tale documento, recante l'elenco delle cartelle di pagamento oggetto dell'istanza nonché l'importo della rata mensile da pagare, in assenza di ulteriori cause ostative al rilascio del Durc, consentirà l'emissione dell'attestazione di regolarità.

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