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Case fantasma, apparizioni il 31/12

del 10/12/2010
di: di Fabrizio G. Poggiani
Case fantasma, apparizioni il 31/12
Entro il prossimo 31 dicembre, con utilizzo della procedura Docfa, è necessario iscrivere i fabbricati non risultanti in catasto, non conformi e quelli che hanno perduto i requisiti di ruralità, ma si apre la possibilità che la regolarizzazione sia postergata alla fine del prossimo anno (2011).

Detta proroga emerge dall'approvazione di un ordine del giorno alla finanziaria in cui si invita il governo a prevedere un rinvio del termine attualmente fissato al 31 dicembre prossimo, dall'articolo 19, commi 8 e 9, del dl n. 78 del 2010, convertito dalla legge n. 122/2010, per la regolarizzazione a cura dei contribuenti.

In effetti, l'Agenzia del territorio ha ultimato la verifica, prevista dal comma 7, del dl n. 78/2010 (ItaliaOggi, 30/09/2010), procedendo ad indicare i fabbricati non censiti in catasto e che hanno perduto i requisiti di ruralità, di cui ai commi 3 e 3-bis, dell'art. 9, dl n. 557/1993, nonché quelli che pur essendo censiti sono stati oggetto di variazioni non denunciate; l'identificazione è avvenuta il 29 settembre scorso, con la pubblicazione del relativo comunicato sul sito del Territorio.

La fase due, pertanto, dovrà essere conclusa dal contribuente entro il prossimo dicembre, fatta salva l'eventuale proroga citata, con riferimento ai fabbricati «fantasma» e a quelli «non conformi» nella consistenza e nella destinazione, che direttamente o mediante l'utilizzo di professionisti tecnici abilitati e utilizzando la procedura Docfa, di cui al comma 7, dell'art. 1, del dm n. 701 del 21994, dovranno risultare censiti, a pena regolarizzazione d'ufficio, applicazione delle sanzioni e addebito delle spese.

Decorso il termine per la regolarizzazione, gli uffici periferici procederanno in surroga alla registrazione in catasto, addebitando al contribuente sanzioni e costi per il servizio e attribuendo una rendita «presunta» sul cui valore dovranno essere assolti i relativi obblighi fiscali, sia ai fini dell'imposizione diretta che ai fini dei tributi locali, ai sensi del comma 10, dell'art. 19 del decreto in commento.

Peraltro, sul tema degli accertamenti, stante il fatto che all'operazione di verifica partecipano anche i Comuni, questi ultimi potranno stipulare specifiche convenzioni con gli ordini e/o albi professionali, come chiarito dallo stesso Territorio (cm 10/08/2010, n. 3/T § 3).

Sull'applicazione della procedura, però, emergono alcuni aspetti critici a suo tempo già evidenziati (ItaliaOggi, 30/09/2010), in tema di recupero di imposte e tributi non versati per gli anni pregressi, di possibile contestazione della rendita presunta eventualmente attribuita dagli uffici e sulla mancata possibilità di regolarizzare illeciti urbanistici.

Per quanto concerne l'attribuzione della rendita presunta siamo ancora in assenza di specifiche indicazioni sulla possibilità concessa al contribuente di contestare quella attribuita d'ufficio in via «transitoria», stante il fatto che nella procedura ordinaria è lo stesso interessato che propone la rendita, con la conseguenza che l'ufficio ha 1 anno (termine «ordinatorio») per contestarne l'entità; decorso l'anno, la rendita diviene definitiva.

Il secondo punto critico concerne la mancata previsione di una sanatoria (condono) sulle situazioni pregresse e sugli illeciti di natura urbanistica; in effetti le disposizioni richiamate permettono una mera regolarizzazione della omessa presentazione della denuncia di variazione e/o di nuova costruzione dell'immobile, ma non anche la regolarizzazione di abusi riguardanti la costruzione, recupero o estensione di immobili in assenza dei relativi permessi.

La conseguenza determina un forte deterrente per i contribuenti, in quanto non vi è certezza, una volta regolarizzato e censito il fabbricato, di non essere colpito dall'Amministrazione finanziaria e dai comuni nel recupero delle imposte e dei tributi pregressi, nonché il rischio di subire azioni, anche di natura penale, in ordine agli emergenti abusi di natura edilizia. Infatti, per ottenere la sanatoria edilizia è necessario che l'intervento sia conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente al momento della realizzazione dell'opera ed al momento della presentazione della domanda.

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