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La buona prassi fa scuola

del 09/12/2010
di: di Michele Lepore * * professore di diritto del lavoro e di relazioni industriali, Universitas Merc
La buona prassi fa scuola
Chi è il formatore alla sicurezza: la ricerca Aifos, contenuta nel Rapporto 2010, vuole essere un contributo alla conoscenza e all'analisi di questa importante figura su cui, di fatto, si basa il sistema della formazione nell'ambito della prevenzione della salute e sicurezza sul lavoro.

L'importanza della figura del formatore e la necessità di possedere specifici requisiti affinché possa svolgere questa attività è cosa nota e, per troppo tempo trascurata. Il processo legislativo ha visto uno sviluppo in direzione della formazione che già introdotto dal dlgs 616/94 si è ulteriormente perfezionato e arricchito con il dlgs. 81/2008 fino a concludersi con il recente correlato dlgs 106/2009.

Nelle determinazioni che vedono la formazione un fattore obbligatorio, ma essenziale per la sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro, poco o nulla si dice sulla figura del formatore. Ovvero su colui che, di fatto deve attuare i principi e le norme previste dalla legge. Tra il dlgs 616/94 e il dlgs.81/08 si colloca l'Accordo stato-regioni del 26 gennaio 2006 e, per la prima volta, nell'indicazione dei requisiti dei corsi, in ordine all'organizzazione degli stessi, viene precisato che debbano essere impiegati docenti con una esperienza almeno biennale in materia di prevenzione e sicurezza sul lavoro.

Si tratta di un principio, peraltro valevole solo per i corsi per Rspp e Aspp limitati allo svolgimento dei moduli A, B e C. Pure nella sua semplicità, certamente non professionalizzante, in quanto come anche la ricerca mette in luce i due anni di esperienza rappresentano un periodo estremamente breve che non consente esperienze e conoscenze, questa indicazione è stata determinante ai fini del dibattito sull'importanza del ruolo del formatore.

Di tale necessità si è fatto carico il dlgs 106/2009 che ha assegnato alla commissione consultiva permanente per la salute e la sicurezza di cui all'art. 6 del dlgs 81/08, comma m-bis, il compito di elaborare criteri di qualificazione della figura del formatore per la salute e sicurezza sul lavoro, anche tenendo conto delle peculiarità dei settori di riferimento.

La commissione che ha iniziato i propri lavori, suddividendosi in specifici gruppi a tema, potrà senza dubbio trarre elementi utili per il proprio lavora da una attenta analisi e dati che il Rapporto Aifos 2010 mette in evidenza e analizza con il contributo di esperti e studiosi del settore.

Sostanzialmente dalla ricerca ne emerge un formatore attento, capace e sensibile che si è «fatto da solo» che comprende la necessità di una specifica formazione per i formatori (47%) ma che, però, solo il 25% ha frequentato corsi di comunicazione.

Ne risulta un formatore molto ancorato ad aspetti tecnici e normativi che, frequenta assiduamente corsi di formazione, 82%, ma che, allo stesso tempo conosce poco nuove metodologie didattiche, diffida dell'online, considera interessante la formazione in azienda ma, poi, riconosce come importante la formazione in aula.

Si assiste, in sintesi, a delineare una figura molto attenta alla sua qualificazione, che ne riconosce il ruolo, che vuole uscire dall'anonimato e dalla generalità.

Vale la pena sottolineare, in questa sede, come il dlgs 81/08 prevede l'adozione di uno strumento, sempre più utile e importante, cui viene dato poco rilievo.

Si tratta delle «buone prassi». L'art. 2 del dlgs 81/08 le definisce «soluzioni organizzative o procedurali coerenti con la normativa vigente e con le norme di buona tecnica, adottate volontariamente e finalizzate a promuovere la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro attraverso la riduzione dei rischi e il miglioramento delle condizioni di lavoro»

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